Nel corso della partita di Champions League tra Paris Saint-Germain e Chelsea, disputata ieri sera, l’attaccante Pedro Neto ha spinto un raccattapalle nel tentativo di riprendere rapidamente il pallone. Il gesto, avvenuto mentre il Chelsea era in svantaggio per quattro a due, ha scatenato una rissa in campo. Successivamente, Neto si è scusato e ha consegnato la sua maglia al ragazzo coinvolto.

Il gesto e le conseguenze immediate

Il momento incriminato è avvenuto nel finale della partita, quando il Chelsea inseguiva il risultato. Neto, visibilmente frustrato, ha spinto a terra il raccattapalle che stava trattenendo il pallone, scatenando una reazione immediata tra i giocatori di entrambe le squadre.

Nonostante la tensione, il giovane si è rialzato senza apparenti conseguenze fisiche.

Le scuse di Neto e il rischio squalifica

Subito dopo l’accaduto, Neto ha dichiarato: “Stavamo perdendo e, nell’emozione della partita, volevo prendere la palla velocemente e gli ho dato una piccola spinta – è stato un momento di grande tensione e voglio scusarmi. Gli ho dato la mia maglia. Mi dispiace davvero, sento il dovere di scusarmi con lui”. Il gesto ha portato l’UEFA ad avviare un procedimento disciplinare per comportamento antisportivo, con il rischio concreto che Neto salti la partita di ritorno, in programma martedì prossimo a Londra.

Il quadro disciplinare UEFA

L’UEFA ha confermato l’apertura di un procedimento disciplinare nei confronti di Pedro Lomba Neto ai sensi dell’articolo 15, comma 1, lettera a, punto v) del Regolamento Disciplinare.

La decisione finale sarà presa dagli organi competenti nei prossimi giorni.

Contesto e possibili sviluppi

Il Chelsea si trova ora in una situazione complicata: dovrà tentare la rimonta in Champions League senza la certezza della presenza di Neto, qualora la squalifica venisse confermata. Il club londinese dovrà inoltre gestire le ripercussioni mediatiche e disciplinari di un episodio che ha attirato l’attenzione internazionale.