I Mondiali di pattinaggio su ghiaccio si terranno senza la telecronaca Rai a causa di uno sciopero dei giornalisti. L'astensione dal lavoro, indetta dalla Fnsi il 27 marzo, coinvolge giornalisti di quotidiani, periodici, agenzie, online, radio e TV nazionali con contratto Fnsi-Fieg. La decisione è motivata dal mancato rinnovo del contratto giornalistico, scaduto nel 2016. Questa protesta, che interessa il personale Rai, comporterà l'assenza della telecronaca in diretta delle gare, un evento seguito. Obiettivo: sensibilizzare l'opinione pubblica e le istituzioni sulla necessità di un nuovo accordo che tuteli i diritti dei giornalisti e la qualità dell'informazione.

Motivi della mobilitazione

La Fnsi sottolinea che la mobilitazione difende le tutele dei giornalisti e il futuro dell’informazione. Il sindacato rifiuta le risposte della Fieg sul rinnovo contrattuale, giudicate insufficienti e miopi. La Federazione: "Non ci si può accontentare di risposte algebriche e miopi che stanno riducendo l’informazione stessa ad un terreno incolto per l’intelligenza artificiale e lo sfruttamento di manodopera intellettuale", mentre gli editori ricevono finanziamenti senza garantire un futuro stabile per l’informazione e i suoi lavoratori (dipendenti, collaboratori o autonomi).

La protesta si inserisce in una vertenza pluriennale, richiamando l’attenzione sulle difficoltà del settore e sulla necessità di interventi concreti per la qualità e sostenibilità dell’informazione.

Contesto e iniziative

Oltre allo sciopero del 27 marzo, la Fnsi ha proclamato una seconda giornata di astensione dal lavoro per il 16 aprile, con possibilità di slittamento per garantire la massima partecipazione anche ai giornalisti Rai. Il primo aprile, a dieci anni dalla scadenza dell’ultimo contratto, è prevista una manifestazione a Torino. Questa iniziativa unisce le rivendicazioni contrattuali alle preoccupazioni per la crisi che colpisce testate come La Stampa e Repubblica, e le radio del gruppo Gedi, per le quali Elkann sta attuando processi di vendita.

La Fnsi denuncia il paradosso: la società consuma informazione, ma gli editori faticano a garantire condizioni dignitose ai lavoratori. La mobilitazione mira a difendere il ruolo dell’informazione e la professionalità dei produttori, in un momento di trasformazione per il mondo dei media.