Caster Semenya ha definito “una mancanza di rispetto per le donne” la reintroduzione dei test di genere da parte del Comitato Olimpico Internazionale (Cio). Dichiarazione da Città del Capo, in vista dei Giochi di Los Angeles 2028, quando tali test saranno applicati.
La misura, che prevede test genetici obbligatori per l’accesso alla categoria femminile, è stata adottata sotto Kirsty Coventry. Semenya ha espresso delusione, evidenziando come l'impatto di tali normative colpisca “le donne africane e le donne del Sud del mondo”, causando danni.
La nuova normativa del Cio per Los Angeles 2028
Il Comitato Olimpico Internazionale ha annunciato che, a partire dai Giochi di Los Angeles 2028, l’accesso alla categoria femminile sarà riservato alle atlete “biologicamente confermate”. Questo avverrà tramite un test genetico per verificare la presenza del gene SRY, criterio. La decisione ha suscitato immediate reazioni critiche, denunciando un passo indietro per equità e diritti delle donne nello sport.
Critiche e implicazioni dei test di genere
Diverse organizzazioni hanno condannato la proposta del Cio, definendola una “catastrofica erosione dei diritti e della sicurezza delle donne”. Il ritorno ai test di verifica del sesso rappresenta un arretramento di trent’anni per lo sport femminile.
Storicamente, il Cio aveva interrotto tali test dopo i Giochi del 1996, giudicandoli ingiustificabili. La reintroduzione è vista come un ritorno a pratiche invasive e discriminatorie. Esperti e medici sportivi: basarsi su un singolo gene è riduttivo. La posizione di Semenya, donna africana e figura simbolo delle battaglie per i diritti delle atlete iperandrogine, aggiunge peso. Il confronto resta aperto, toccando diritti umani, identità di genere e inclusività.