Emanuel Perathoner porta all’Italia la prima medaglia d’oro alle Paralimpiadi Invernali di Milano Cortina 2026, conquistando il titolo nello snowboardcross maschile SB‑LL2. La vittoria è arrivata a Cortina d’Ampezzo, dove Perathoner, già protagonista nelle seeding run, ha confermato le attese imponendosi con un netto vantaggio nella big final.
A completare il podio sono stati l’australiano Ben Tudhope, medaglia d’argento, e il sudcoreano Lee Jehyuk, bronzo. Il canadese Alex Massie si è classificato al quarto posto.
Una vittoria annunciata
Il successo di Perathoner non è una sorpresa.
L’atleta aveva già registrato i tempi migliori nelle qualificazioni e ha mantenuto il controllo della gara in ogni fase, dai quarti di finale fino alla finalissima. Si è trattato di un assolo trionfale che sottolinea il suo eccellente stato di forma e la sua indiscussa leadership nella disciplina.
Contesto e protagonisti
La medaglia d’oro di Perathoner segna il primo trionfo per l’Italia in queste Paralimpiadi, aggiungendosi alle medaglie d’argento e bronzo già ottenute nello sci alpino nei giorni precedenti. L’atleta altoatesino, alla sua prima partecipazione paralimpica, ha saputo trasformare le aspettative in una realtà vincente, dominando una competizione di altissimo livello.
In altre categorie dello snowboardcross maschile, Jacopo Luchini è stato eliminato in semifinale nella SB‑UL, concludendo ottavo nella small final.
Nella SB‑LL1, il titolo è andato al cinese Wu Zhongwei, seguito dallo statunitense Noah Elliott e dal canadese Tyler Turner. Nello snowboardcross femminile SB‑LL2, la medaglia d’oro è stata vinta dalla francese Cecile Hernandez, con l’argento alla statunitense Kate Delson e il bronzo alla cinese Wang Xinyu.
Il percorso verso il successo
Il valore di Perathoner era già stato ampiamente dimostrato a livello mondiale. Nel marzo del 2025, aveva conquistato il titolo iridato nello snowboardcross SB‑LL2 a Big White, in Canada, precedendo il cinese Sun Qi e l’australiano Ben Tudhope. Questo precedente successo mondiale aveva di fatto anticipato il suo attuale dominio paralimpico.