A Torun, in Polonia, i Mondiali Indoor di atletica leggera 2026 continuano a regalare emozioni e risultati di spicco. La seconda giornata ha visto l'ucraino Oleh Doroshchuk conquistare il titolo nel salto in alto maschile, mentre l'Italia ha brillato con le prestazioni di Zaynab Dosso nei 60 metri femminili, di Eloisa Coiro che ha sfiorato il record italiano negli 800 metri e il debutto storico di Kelly Doualla.

Nelle batterie dei 60 metri femminili, Zaynab Dosso si è imposta come una delle favorite per il titolo. Nonostante una partenza non fulminea dai blocchi (0.174), l'atleta emiliana ha dimostrato una notevole accelerazione, chiudendo la sua prova con un convincente 7.07 secondi.

La sua prestazione la candida a un rovente duello con la campionessa olimpica di Parigi 2024 sui 100 metri, Julien Alfred da Saint Lucia (7.06), e altre atlete di calibro come la giamaicana Brianna Lyston (7.06), la britannica Dina Asher-Smith (7.07), la polacca Ewa Swoboda (7.08), la giamaicana Jonielle Smith (7.13), la lussemburghese Patrizia van der Weken (7.14) e la statunitense Jacious Sears (7.07).

Nel salto in alto maschile, Oleh Doroshchuk ha dominato la gara con un percorso netto fino a 2.30 metri, assicurandosi il suo primo titolo iridato in sala. Il messicano Erick Portillo ha sorpreso conquistando l'argento con un balzo da 2.30 metri alla terza prova, mentre il giamaicano Raymond Richards e il sudcoreano Sanghyeok Woo (campione uscente) hanno condiviso il bronzo, valicando 2.26 metri al primo tentativo.

Le prestazioni azzurre in evidenza

La giornata è stata particolarmente significativa per i colori italiani. La giovanissima Kelly Doualla ha fatto il suo debutto con la Nazionale assoluta a soli 16 anni e 121 giorni, diventando la più giovane italiana di sempre a indossare la maglia azzurra in un Mondiale indoor. Ha chiuso al terzo posto nella sua batteria dei 60 metri con il tempo di 7.27 secondi, qualificandosi per le semifinali.

Negli 800 metri femminili, Eloisa Coiro ha gareggiato con grande personalità, migliorando il proprio personale di ben 43 centesimi e fermando il cronometro a 1:59.33. Questo tempo l'ha portata ad appena otto centesimi dal record italiano detenuto da Elisa Cusma (1:59.25 nel 2009).

Coiro ha chiuso al terzo posto nella sua semifinale, alle spalle della britannica Keely Hodgkinson (1:58.53) e della statunitense Addison Wiley (1:58.75), mancando di poco la qualificazione alla finale. Anche Lorenzo Simonelli si è qualificato alle semifinali dei 60 ostacoli maschili con un tempo di 7.65 secondi, pur non impressionando particolarmente nella sua batteria.

Le altre finali e il contesto della squadra italiana

La finale della 4x400 mista ha visto il Belgio imporsi con autorità in 3:15.60, superando la Spagna (3:16.96). La Polonia ha conquistato il bronzo (3:17.44) a seguito della squalifica della Giamaica per un'irregolarità nel cambio del testimone. Nell'eptathlon, lo svizzero Simon Ehammer ha ipotecato il titolo grazie a prestazioni dominanti nei 60 ostacoli (7.52) e nel salto con l'asta (5.30 metri), accumulando un vantaggio significativo.

La spedizione azzurra, guidata dal direttore tecnico Antonio La Torre, è composta da 26 atleti, equamente divisi tra uomini e donne, eguagliando il record di presenze individuali stabilito a Parigi 1997. Il team include medagliati olimpici e mondiali come Mattia Furlani (salto in lungo), Nadia Battocletti (10.000m, 5000m), Andy Diaz (triplo), Andrea Dallavalle (triplo), Leonardo Fabbri (peso), Larissa Iapichino (salto in lungo) e Lorenzo Simonelli (ostacoli). La presenza di giovani talenti come Kelly Doualla sottolinea la vitalità e la profondità della squadra italiana, pronta a recitare un ruolo da protagonista nelle prossime giornate della rassegna iridata.