Flavio Cobolli si prepara alla stagione sulla terra rossa per ritrovare la miglior condizione. Dopo i successi a Bucarest (ATP250) e Amburgo (500), è entrato nella top 15 mondiale. Nonostante i Masters1000 di Indian Wells e Miami non siano stati brillanti, guarda con fiducia al futuro.

Il suo approccio: "Vedo il tennis come lo vedevo fino a qualche mese fa, come un divertimento e una passione. So che è il mio lavoro, ma lo concepisco come un modoper svagarmi, perché mi piace stare in campo, lottare e credo sia la mia fortuna". Le sfide professionali: "Facciamo tante trasferte, viaggi, vita difficile che a me piace.

Non è cambiato niente per me come approccio. A cambiare è stato il ranking, il modo in cui vedo io le cose all’interno del torneo. So quello che devo guadagnarmi, è veramente difficile stare ai passi dei grandi però ci proviamo".

Crescita e sfide

Il percorso di Cobolli nell'ultimo anno ha visto risultati importanti, difficoltà nei tornei maggiori. La top 15 mondiale è un traguardo, ma la vera sfida è la continuità e competitività. La terra rossa, superficie congeniale, può consolidare i progressi e puntare a nuovi obiettivi.

L'analisi del coach: continuità

Stefano Cobolli, coach e padre, ha commentato l'anno solare straordinario di Flavio: vittorie ad Amburgo, Bucarest, quarti a Wimbledon, Coppa Davis e l'ATP 500 di Acapulco.

Sottolinea la necessità di maggiore continuità nei risultati. "Flavio è sempre stato uno freddo, ha sempre saputo vincere partite e tornei. Campione per me non lo è ancora, lo potrà diventare. Un campione per me è un giocatore che riesce ad avere una continuità nei risultati superiore alla sua". Ha aggiunto: "Ora bisogna capire perché arrivano quel tipo di sconfitte e dare continuità a questi risultati nel modo migliore".

Il percorso di Flavio Cobolli, tra passione, determinazione e ricerca di continuità, resta un punto di interesse in questa stagione.