Francesca Fangio, ranista livornese di spicco nel panorama natatorio italiano, è stata la protagonista dell’ultima puntata di Swim Zone, il programma dedicato al nuoto trasmesso sul canale YouTube di OA Sport. Durante l'intervista, l'atleta ha ripercorso le tappe salienti della sua lunga carriera in azzurro, condividendo riflessioni sulle sfide attuali e future che la attendono nel mondo agonistico.

La costanza di un approccio vincente e la maturità agonistica

La nuotatrice ha sottolineato come il suo atteggiamento mentale sia rimasto immutato nel corso degli anni, fin dagli esordi: “io quella che ero da piccola lo sono ancora, sono sempre quella che entra in acqua con la voglia di fare.

Quando ero piccola salivo sul blocco e, prima di partire, dicevo sempre voglio vincere, voglio vincere, voglio vincere. Adesso non me lo dico, però lo penso sempre.” Questa determinazione intrinseca l'ha accompagnata in ogni fase della sua carriera. Con il tempo, ha spiegato, l'obiettivo si è affinato: non più solo la partecipazione alle grandi manifestazioni, ma la volontà concreta di raggiungere le finali e, quando la condizione fisica lo permetteva, di conquistare un posto sul podio. Un percorso di crescita che ha trasformato la pura ambizione giovanile in una consapevolezza strategica.

Il dualismo con Lisa Angiolini e il peso dell'esperienza

Un tema centrale dell'intervista è stato il confronto sportivo e il dualismo con la collega Lisa Angiolini, in particolare nei 200 rana, una specialità che si preannuncia sempre più avvincente.

Fangio non ha nascosto le difficoltà legate all'età: “Questi trentuno anni mi stanno pesando parecchio, sia nelle braccia che nelle gambe. Per lei invece credo proprio di no. Lei è in un momento clamoroso e sono felice per lei perché se lo merita.” Ha evidenziato come i loro percorsi atletici siano stati differenti: lei è "uscita fuori" prima atleticamente, dovendo poi impegnarsi per mantenere standard elevati anche in assenza di un confronto diretto in gara, ad eccezione del periodo in cui ha gareggiato con Martina Carraro, che eccelleva nei 200 rana. Questa fase, ha confessato, è stata a tratti faticosa, mancando lo stimolo di un'avversaria da raggiungere o superare.

L'ammirazione per Kate Douglass e la riflessione sui giovani talenti

La ranista ha espresso la sua profonda ammirazione per il fenomeno Kate Douglass, descrivendo l'esperienza di gareggiare al suo fianco come "un’esperienza mistica più che altro, perché ha veramente delle qualità acquatiche impressionanti.” Un aneddoto significativo ha illustrato questa differenza: “A Parigi, Andrea Masini ha fatto una foto a me e a Kate Douglass accanto, sedute sul bordo della vasca… si vede la mia tibia, che è tipo così, e la sua tibia che è così. Mi dico come posso io pensare di poter mettere la mano davanti a una così? È possibile?” Questa osservazione ha portato a una più ampia riflessione sulla gestione dei giovani atleti.

Fangio ha sottolineato come una "spremitura" eccessiva in giovane età possa compromettere il potenziale futuro, ma ha precisato che il suo percorso è stato più equilibrato, grazie anche alla guida del suo allenatore Corrado Rosso, che l'ha saputa gestire fin da piccola senza eccessi.

Assoluti, matrimonio ed Europei: i prossimi traguardi

Guardando al futuro, Francesca Fangio ha delineato i suoi prossimi impegni agonistici e personali. Il primo appuntamento in calendario sono gli Assoluti, dove spera di “riuscire a fare una bella gara” e di ingaggiare una “bella battaglia” al fianco di Lisa Angiolini, prevedendo una competizione divertente. Subito dopo, un evento personale di grande importanza: “Poi un mese dopo mi sposo.” A seguire, l'attenzione tornerà sulle vasche con la partecipazione agli Europei, a testimonianza di una carriera ancora ricca di obiettivi e motivazioni.