La presenza delle moto durante le corse del ciclismo professionistico, in particolare nelle classiche del Nord come il Giro delle Fiandre e la Dwars door Vlaanderen, continua a suscitare dibattiti e polemiche tra corridori, addetti ai lavori e appassionati. Il meccanismo attraverso cui le moto influenzano il ritmo della gara e, di conseguenza, i risultati finali è stato recentemente oggetto di un intervento molto diretto da parte di Sander De Pestel, corridore della Decathlon CMA CGM, nel podcast "Radio Stelvio".

'Van Aert sarebbe stato ripreso prima senza moto'

Il caso emblematico citato da De Pestel riguarda la recente edizione della Dwars door Vlaanderen, in cui Wout Van Aert ha sfoderato una prestazione eccezionale sull’Eikenberg, riuscendo a staccare tutti gli avversari e a raggiungere un gruppo di fuggitivi. Nel finale, tuttavia, nonostante la sua capacità di spingere con forza in testa al gruppo e di liberarsi dell’ultimo compagno di fuga, Van Aert è stato sorpassato a pochi metri dal traguardo da Filippo Ganna. Questa rimonta ha colpito molti osservatori, ma De Pestel porta alla luce una questione più sottile e meno discussa pubblicamente: l’effettivo aiuto ricevuto da Van Aert grazie alla scia creata dalle moto che lo precedevano.

Secondo quanto riportato dallo stesso De Pestel, nel gruppo molti corridori parlavano di questo vantaggio offerto dalle moto, senza il quale Van Aert sarebbe stato ripreso molto prima. Sebbene ammetta la difficoltà di quantificare con esattezza l’impatto di questo fattore, il corridore belga sottolinea come la velocità tenuta dal gruppo fosse estremamente elevata dietro a Van Aert, segno che l’influenza delle moto sulle dinamiche di gara è molto concreta e tangibile.

'Per Remco non c'era nessuna moto'

De Pestel evidenzia come durante il Giro delle Fiandre si siano viste situazioni simili: molte moto davanti ai leader Mathieu van der Poel e Tadej Pogačar, mentre Remco Evenepoel, all'inseguimento, non era supportato dallo stesso tipo di presenza.

"Forse è il momento giusto per ricordare ancora una volta che le moto influenzano davvero l'andamento della corsa. Lo si è visto anche al Giro delle Fiandre. C'erano numerose moto davanti a Mathieu e Pogi dopo il Paterberg, mentre per Remco non ce n'era nessuna."

Questa disparità può incidere sensibilmente sullo sviluppo della corsa e sulle opportunità di successo dei vari corridori. Nonostante questa critica implicita, De Pestel non vuole sminuire la straordinaria forma e le qualità di Van Aert, uno dei corridori più amati dal pubblico fiammingo e non solo. "In termini di valori, credo che stia esprimendo il meglio della carriera. Ma tutti lo fanno. Può essere soddisfatto del suo Fiandre. Anche Remco è un fenomeno, così come Mathieu. E questo senza nemmeno considerare Pogi. Penso che Wout abbia concluso il Fiandre dove meritava" ha concluso De Pestel.