Il presidente dell’Inter, Giuseppe Marotta, ha chiarito la posizione del club nerazzurro in merito all’inchiesta della Procura di Milano che ha portato all’autosospensione del designatore arbitrale Gianluca Rocchi. Nel pre-partita di Torino-Inter, Marotta ha dichiarato: «l’Inter è estranea e lo sarà anche in futuro». Ha sottolineato la massima correttezza del club, respingendo l'idea di arbitri «graditi» o «non graditi», concetto estraneo alla filosofia societaria.
Le parole di Marotta
«Apprendiamo tutto dalla stampa – ha spiegato Marotta – questi comunicati e dichiarazioni ci meravigliano.
Noi non abbiamo arbitri graditi e non graditi, sappiamo di aver agito nella massima correttezza, e questo deve tranquillizzare tutti. L’Inter è estranea e sarà estranea anche in futuro». Il dirigente nerazzurro ha ricordato come, nella stagione precedente, la squadra abbia subito decisioni arbitrali avverse, citando il rigore non concesso in Inter-Roma. Tali errori sono stati poi riconosciuti dai vertici arbitrali, rafforzando la trasparenza del club.
Contesto dell'indagine
L’inchiesta della Procura di Milano si concentra sul designatore arbitrale Gianluca Rocchi, indagato per presunta frode sportiva. Le accuse ipotizzano che Rocchi possa aver pilotato le designazioni arbitrali, favorendo in alcune occasioni l’Inter, in particolare nella semifinale di Coppa Italia contro il Milan.
A seguito di queste accuse, Rocchi si è autosospeso dal suo incarico di designatore per Serie A e B. La Procura federale, tramite il procuratore Giuseppe Chinè, ha specificato che l'azione è stata intrapresa nel rispetto del Codice di Giustizia Sportiva e ha rivelato che l’esposto che ha dato il via all’indagine era stato ricevuto già il 21 maggio 2025.
Posizione del club
L’Inter non risulta formalmente coinvolta nell’indagine. Nessun dirigente ha ricevuto avvisi di garanzia, e la società mantiene una posizione di calma e collaborazione con le autorità. L’inchiesta prosegue sulla figura di Gianluca Rocchi e altri soggetti coinvolti. Il club nerazzurro rimane escluso da ogni accusa diretta, ribadendo la propria estraneità e la fiducia nella giustizia.