Le dichiarazioni di Tadej Pogacar, capitano della UAE Emirates, hanno acceso il dibattito nel mondo del ciclismo nei giorni successivi alla Parigi-Roubaix. Il campione sloveno si è soffermato su un episodio cruciale avvenuto a circa 120 chilometri dal traguardo della corsa.

Durante il settore di pavé numero 22, Pogacar ha subito una doppia foratura che lo ha costretto a un cambio di bicicletta d'emergenza. Ha ricevuto un mezzo neutrale fornito da un’ammiraglia di servizio, un evento che ha generato non poche polemiche.

Il ciclista, quattro volte vincitore del Tour de France e secondo classificato all’arrivo dopo essere stato battuto in volata dal belga Wout van Aert, ha raccontato la sua esperienza: “Ho corso per un po’ con la ruota anteriore bucata, ma quando ho forato anche quella posteriore non potevo più andare avanti, quindi ho dovuto cambiare la mia bici.

Da Shimano mi hanno dato una ‘carriola’. Ho potuto correre per un po’, ma poi ho dovuto cambiare bicicletta di nuovo. L’altezza della sella non era giusta e le gomme non erano adatte a quel tipo di terreno”.

La replica di Shimano

Alle critiche di Pogacar è giunta una pronta risposta da parte di Kevin Poret, il meccanico Shimano che ha fornito la bicicletta al corridore. Poret ha chiarito la posizione dell'azienda: “Tutte le nostre biciclette sono preparate con cura. Lui probabilmente oltre a una foratura ha avuto anche un problema meccanico. Gli abbiamo dato una bicicletta della sua misura, il meglio per lui. Ed è riuscito a ripartire velocemente. Per noi è essenziale che l’intervento sia rapido.

E noi abbiamo fatto il nostro lavoro”.

L’episodio ha riacceso il dibattito sull’efficacia e l’adeguatezza delle biciclette di servizio neutrale nelle grandi classiche, specialmente in condizioni estreme come quelle della Parigi-Roubaix, dove il terreno e le circostanze possono mettere a dura prova materiali e atleti.

Il dibattito sulle bici neutrali

Pogacar ha definito la bicicletta ricevuta da Shimano come una “karjolo”, termine sloveno per “carriola”, evidenziando la difficoltà di adattarsi rapidamente a un mezzo di emergenza in una corsa così selettiva. Il ricorso a una bicicletta neutrale è spesso considerato nel gruppo come una soluzione di ultima istanza, inevitabile quando l’ammiraglia della propria squadra è troppo distante per un intervento tempestivo.

Nonostante le avversità, Pogacar è riuscito a rientrare in gara e a conquistare la seconda posizione, dimostrando la sua straordinaria capacità di reazione agli imprevisti. L’accaduto ha tuttavia sottolineato l’importanza cruciale, nelle grandi classiche, della tempestività e della qualità dell’assistenza tecnica, sia da parte delle squadre sia dei servizi neutrali.