Naimah Muhammad, ex ginnasta della Fisk University, ha condiviso una profonda riflessione sulla sua esperienza con il programma di ginnastica artistica dell’ateneo, il primo in assoluto in una HBCU (Historically Black College or University). Muhammad ha definito i tre anni trascorsi nella squadra "i migliori della mia vita", evidenziando come la possibilità di praticare il suo sport in un ambiente che valorizza la cultura afroamericana sia stata un sogno realizzato. "Essere tra persone che mi rappresentano e mi fanno sentire accolta è stata un’esperienza che custodirò per sempre", ha scritto.
Il programma di ginnastica di Fisk University, nato nel 2023, ha rappresentato una svolta storica per le HBCU, attirando l'attenzione nazionale e ispirando giovani atlete afroamericane. Muhammad ha ricordato con orgoglio di essere stata la prima ginnasta HBCU nella storia, consapevole del suo ruolo di pioniere. Tuttavia, la decisione dell’università di chiudere il programma dopo la stagione 2025-2026 ha lasciato un profondo senso di amarezza. "È devastante vedere finire qualcosa che ha portato tanta attenzione e significato alla nostra università e agli aspiranti ginnasti HBCU", ha dichiarato.
Le sfide interne e la rottura della fiducia
Nel suo racconto, Muhammad ha evidenziato significative difficoltà, legate a una comunicazione carente e mancanza di trasparenza tra atlete e amministrazione.
"La ginnastica non sembrava sempre una priorità, ma piuttosto un peso", ha spiegato, sottolineando come l'assenza di un dialogo chiaro abbia inciso negativamente sull’ambiente della squadra. Il cambio di allenatore, avvenuto poco prima del terzo anno, ha generato ulteriore incertezza: "Eravamo ansiose e titubanti su chi sarebbe stato il nostro nuovo coach". Muhammad ha descritto episodi di linguaggio inappropriato, scarsa preparazione e favoritismi, che hanno contribuito a creare un clima insostenibile. La sua dedizione e il suo carattere sono stati messi in discussione, portandola a competere raramente durante la sua ultima stagione.
Nonostante le atlete abbiano avuto numerosi incontri con la direzione atletica per segnalare i problemi e proporre soluzioni, "nulla è stato fatto".
La decisione di interrompere il programma è stata annunciata inaspettatamente: "Come si può rinunciare a una squadra che ha fatto la storia e ha ispirato così tanti, ignorando le atlete che ne sono state colpite?".
L'eredità e la mobilitazione per il futuro
La chiusura del programma ha suscitato reazioni forti tra alumni e sostenitori, che si sono mobilitati per tentare di salvarlo, lanciando una petizione. Muhammad, laureatasi a maggio, si è detta "scioccata" dalla decisione. "Non me lo aspettavo affatto, soprattutto considerando l'enorme sostegno ricevuto sia dall'interno che dall'esterno dell'università", ha affermato.
L’università ha motivato la scelta con l’assenza di una conferenza atletica HBCU che sanzioni la ginnastica, rendendo difficile organizzare incontri e reclutare nuove atlete.
La direttrice atletica Valencia Jordan ha dichiarato che l'università intende "concentrarsi sulle nostre squadre affiliate alla conferenza". Nonostante questa giustificazione, Muhammad ha sottolineato il valore del percorso: "Abbiamo creato una squadra di All-Americans, atlete modello e giovani donne straordinarie che meritavano ascolto e rispetto". Il suo messaggio finale è un potente invito all'autodifesa per gli studenti-atleti.
La ginnastica HBCU è un'idea meravigliosa che ha conquistato il mondo e merita amore, attenzione e sostegno per prosperare. Muhammad ha espresso la speranza che tutti coloro che sono stati colpiti possano guarire e mantenere vivo il loro amore per la ginnastica. "Non importa cosa, abbiamo fatto la storia e creato una cultura nella ginnastica diversa da qualsiasi altra", ha concluso.