L'epilogo del Giro delle Fiandre ha lasciato aperte molte discussioni per la dinamica tattica della corsa. Nonostante la chiara superiorità di Tadej Pogacar, Mathieu Van der Poel ha accettato la sfida diretta collaborando con lui e andando incontro allo stesso scenario che già lo aveva visto soccombere nella scorsa edizione della corsa. Secondo molto opinionisti, VDP avrebbe dovuto negare la sua collaborazione a Pogacar, costringendolo ad uno sforzo ulteriore o permettendo il rientro di altri corridori per rimescolare le carte sul piano tattico e cercare di costruire una situazione più favorevole.

"Il ciclismo non è una corsa in cui vince sempre il più forte"

Thijs Zonneveld, ex ciclista e oggi giornalista, ha espresso senza mezzi termini nel podcast In de Waaier una visione molto critica della situazione attuale del ciclismo, dei rapporti tra corridori che influenzano l'aspetto tattico della corsa. Secondo lui il rapporto amichevole e quasi fraternizzante tra campioni, evidenziato dagli abbracci al traguardo, impoverisce l’essenza stessa della competizione: "Il ciclismo non è una semplice corsa dove vince sempre il più forte".

Zonneveld sottolinea come questa amicizia diffusa porti a una sorta di patto d’onore, in cui tutti sono obbligati a collaborare, che limita l’aggressività e la tattica, riducendo la corsa a uno spettacolo meno autentico.

In questo contesto emerge la figura di Jonas Vingegaard, unico grande avversario che osa rompere gli schemi. Definito da Zonneveld "un corridore d’attacco", Vingegaard è visto come colui che interpreta il ciclismo nella sua accezione più pura: un duello duro, strategico e combattuto "sul terreno dove pensa di avere il vantaggio".

Contrariamente a Van der Poel, che ha collaborato con Pogacar, Vingegaard non teme fare scelte più controcorrente e che apparantemente possono renderlo poco simpatico. "Pogacar gestisce la situazione strategicamente bene. È benvoluto da tutti e gode di molta più simpatia di Vingegaard, mentre per me Vingegaard è molto più un corridore, se si vuole usare questa definizione.

Uno che gestisce le energie in modo intelligente e cerca di battere un corridore più forte in questo modo. Viene criticato molto per il fatto di stare a ruota, mentre è l'unico che osa dire a Pogacar: arrangiati da solo".

Questo atteggiamento tattico gli ha attirato critiche per essere "noioso" o poco spettacolare, ma per Zonneveld rappresenta invece la forma più autentica di competizione. Mentre l’amicizia e la collaborazione tra i campioni sembrano appianare le differenze, Vingegaard mantiene intatta la tensione agonistica, offrendo veri momenti di sfida.

'Se vuoi battere Pogacar non devi collaborare'

Il caso Van der Poel, invece, è emblematico della complessità che si cela dietro le scelte tattiche nel ciclismo odierno.

Zonneveld suggerisce che VDP avrebbe dovuto rifiutare ogni forma di cooperazione per costringere Pogacar a uno sforzo maggiore o favorire il ritorno di altri corridori: "Non è disposto a fare di tutto per vincere quella gara".

Il timore di perdere terreno sui muri come il Kwaremont dopo non aver collaborato, e quindi di subire una figuraccia, può aver condizionato la sua scelta tattica. "Non è il suo modo di fare, ma se vuoi battere Pogacar al giorno d'oggi, penso che l'unico modo sia non collaborare affatto. Penso che abbia anche paura di essere poi ugualmente staccato sul Kwaremont. Questo pensiero gli frulla per la testa, perché sarebbe davvero doloroso. Rischierebbe di fare brutta figura?

Forse con gli altri corridori e con una parte del pubblico. Ma credo che gran parte del pubblico, in realtà, apprezzerebbe molto questa scena" sostiene Zonneveld.

D’altro canto, un atteggiamento tatticamente più spregiudicato come quello di Vingegaard potrebbe piacere a una fetta di tifosi desiderosi di rivalità autentiche e corse combattute fino all’ultimo metro. Questa tensione e rivalità è ciò che, secondo molti, rende il ciclismo uno sport unico e affascinante. La possibilità di assistere a un duello senza compromessi tra campioni, dove l’amicizia lascia spazio alla competizione pura, sembra essere un elemento sempre più raro e prezioso nel panorama attuale.