Rachele Sangiuliano, ex campionessa del mondo e oggi apprezzato volto delle telecronache di pallavolo, ha offerto una lucida panoramica sull'evoluzione della pallavolo femminile italiana. Ha ricordato come il percorso verso l'attuale “Golden Age” sia partito dall'oro mondiale del 2002, un traguardo raggiunto in un contesto ben diverso da quello odierno. “Nel 2002 non avevamo neanche una televisione che ci seguiva”, ha sottolineato, evidenziando che la Rai iniziò a trasmettere le partite solo a partire dai quarti di finale. Da quel momento, ha spiegato Sangiuliano, l'appeal e l'attenzione mediatica per la pallavolo femminile sono cresciuti esponenzialmente grazie ai successi della Nazionale.

L'eccellenza italiana non si limita alla Nazionale, ma si estende anche ai club, che continuano a mietere successi straordinari. Sangiuliano ha citato come esempio la “splendida favola” di Vallefoglia, un club nato da pochissimo in un paese di soli 15 mila abitanti, capace di conquistare un titolo europeo. L'Italia, ha rimarcato, si conferma un Paese dominante a livello femminile, con una squadra finalista in CEV Cup e ben due formazioni alle Final Four di Champions League, tra cui Conegliano che punta a vincere il titolo per il terzo anno consecutivo.

Il ruolo chiave del palleggiatore e le nuove passioni

Riflettendo sul ruolo del palleggiatore, Sangiuliano lo ha descritto come “meravigliosamente complicato”, evidenziando la notevole pressione psicologica che comporta.

“Questo ruolo mi ha insegnato tanto rispetto a quanto pensassi mi avesse tolto”, ha affermato, sottolineando come durante le telecronache ami mettere in luce il lavoro dei palleggiatori, spesso trascurato nei dettagli ma fondamentale per comprendere la complessità della disciplina.

La sua carriera televisiva l'ha portata ad avvicinarsi anche ad altri sport. “Mi affascina moltissimo l’atletica”, ha confessato, spiegando di aver compreso la fatica degli atleti dopo aver iniziato a correre lei stessa. Un'altra passione recente è il curling, scoperto durante i Giochi invernali: “Non capisco niente, ma mi piacerebbe provarlo e lo trovo veramente difficilissimo”.

La “Golden Age” dello sport italiano: successi e sfide

Sangiuliano ha definito il momento attuale come una vera e propria “Golden Age” dello sport italiano, un periodo di straordinari successi che coinvolge diverse discipline. Nonostante ciò, ha evidenziato criticità strutturali profonde: “Siamo una nazione piccola, nella quale è difficile fare sport, perché le strutture non ci sono e abbiamo un problema dal quale non ci dobbiamo nascondere”. Ha osservato che l'accessibilità allo sport non è ancora universale e che “fare sport costa molto”. L'esperienza personale a Milano le ha fatto comprendere “quanto sia impegnativo anche solo organizzarsi per andare a fare sport, quanto sia difficile per i genitori portare i loro figli a fare sport”.

Ha lamentato la mancanza di incentivi per le famiglie e l'assenza di un sistema sportivo integrato con quello scolastico, a differenza di Paesi come Francia o Stati Uniti. “Nonostante tutto questo, riusciamo a raggiungere così tanto. Chissà avendolo dove riusciremmo ad arrivare”, ha concluso, riconoscendo il valore ancora maggiore delle vittorie ottenute in un contesto così sfidante.

Questa fase di trionfi è caratterizzata da una generazione di atleti nati tra la fine degli anni Novanta e i primi anni Duemila, capaci di emergere in diverse discipline. Tra i protagonisti di questo periodo spiccano nomi come Marcell Jacobs e la staffetta 4×100 nell'atletica, Jannik Sinner nel tennis, Filippo Ganna nel ciclismo, oltre ai successi della pallavolo maschile e femminile, e nello sci con Sofia Goggia e Federica Brignone.

Questi risultati sono stati raggiunti nonostante le persistenti difficoltà strutturali e organizzative del sistema sportivo nazionale. La salute di tale sistema, infatti, dipende anche da una governance efficace e da un'alternanza nei ruoli dirigenziali, aspetti che mostrano ancora delle carenze in molte federazioni. Lo sport italiano, in questo contesto, contribuisce significativamente all'immagine del Paese, talvolta superando l'efficacia delle stesse istituzioni, sebbene il riconoscimento costituzionale del suo valore educativo e sociale non si traduca ancora in garanzie concrete.

L'intervento di Rachele Sangiuliano, ospite di OA Focus sul canale YouTube di OA Sport, offre una testimonianza diretta e una riflessione approfondita sul percorso della pallavolo italiana e, più in generale, sullo stato dello sport nel Paese.