L'ex numero quattro del mondo, Greg Rusedski, ha espresso nel suo podcast un giudizio netto sul momento delicato di Carlos Alcaraz, attribuendo le sue difficoltà non solo alla sfortuna, ma soprattutto a una programmazione del calendario eccessivamente intensa. L’infortunio al polso che ha costretto lo spagnolo a rinunciare al torneo di Madrid, manifestatosi nei giorni di Barcellona, ha riaperto il dibattito sulla gestione degli impegni agonistici del giovane campione.
Le critiche di Rusedski e la proposta di calendario
Rusedski ha evidenziato che Alcaraz “guadagna molto anche solo con i compensi di partecipazione”, ma ha insistito che “il punto sia la programmazione e l’eliminazione delle esibizioni, perché di soldi ne ha già abbastanza”.
Ha rincarato la dose, affermando: “Penso che Carlos abbia firmato un contratto da circa 200 milioni di dollari con Nike. Quindi non si tratta di incassare quei compensi di presenza, ma di pianificare nel modo giusto”. Questo riferimento è a un’agenda fitta, forse troppo, che negli ultimi anni ha già presentato il conto in termini fisici.
L'ex tennista ha proposto una soluzione chiara e mirata: alleggerire e razionalizzare il calendario. “Essendo spagnolo, vuoi giocare a Barcellona, vuoi giocare a Madrid, quindi magari puoi saltare Montecarlo dopo la stagione sul cemento, per concederti un periodo di recupero un po’ più lungo”, ha suggerito Rusedski.
Il percorso ideale per Alcaraz
Rusedski ha delineato un percorso ideale per Carlos Alcaraz: “Giocare Barcellona, Madrid, Roma, poi una settimana di pausa e quindi prepararsi per il Roland Garros”.
Ha poi aggiunto un’osservazione sull’indole del campione: “E conoscendo Carlos e il suo atteggiamento, quando si iscrive a un torneo, è totalmente impegnato a giocarlo”. Questa dedizione totale, pur essendo una grande forza, può rappresentare anche un potenziale limite per la sua carriera a lungo termine.
Una linea di pensiero simile era già stata sostenuta in passato da Juan Carlos Ferrero, ex coach di Alcaraz, che aveva espresso perplessità riguardo a un’agenda troppo carica, specialmente per quanto concerne gli impegni extra circuito.
Le incertezze di Alcaraz sul Roland Garros
Parallelamente alle osservazioni di Rusedski, lo stesso Carlos Alcaraz ha lasciato intendere che la sua partecipazione al Roland Garros potrebbe essere a rischio.
Dopo il ritiro dai tornei di Barcellona e Madrid a causa di una lesione al polso, lo spagnolo ha dichiarato di avere “una corsa molto lunga davanti, molti anni a venire, forzarmi a giocare questo Roland Garros potrebbe farmi molto male per il futuro”. Ha inoltre ribadito di non voler forzare il rientro e che la decisione finale dipenderà dall’evoluzione dei test medici. La cautela è massima: “Ho una lunga carriera davanti a me, con molti anni a disposizione, e forzarmi a giocare questo Roland Garros potrebbe danneggiare il mio futuro, quindi, come ho detto, vedremo come andranno le cose nei test e poi decideremo in base a quello”.