Domenica scorsa Tadej Pogacar ha conquistato il suo terzo Giro delle Fiandre, confermandosi come il dominatore incontrastato del ciclismo mondiale. La netta superiorità dello sloveno nei confronti anche di campioni come Van der Poel o Evenepoel, continua a stupire e a suscitare curiosità, tanto che l’ex olimpionico belga Greg Van Avermaet – consulente per il canale Sporza ed ex vincitore della Parigi-Roubaix – ha espresso la sua ammirazione, ma anche un certo stupore, chiedendosi da dove derivi questo vantaggio così netto rispetto ai suoi rivali.

'La vera differenza è nel modo in cui il suo corpo reagisce allo sforzo'

"Da dove prende questo vantaggio fisiologico? Bisogna davvero esaminare Pogacar per capire cosa lo renda così ben strutturato", ha affermato Van Avermaet durante un podcast per Het Laatste Nieuws.

L’ex corridore non mette mai in dubbio l’integrità dello sloveno, ma si interroga su quali siano le caratteristiche fisiologiche che gli permettono di creare distacchi così consistenti. "Il VO2 max è misurabile e la differenza rispetto ad altri atleti probabilmente non è così abissale. La vera differenza sta nel modo in cui il suo corpo reagisce allo sforzo e, soprattutto, recupera. Pogačar pedala costantemente a una velocità superiore di due chilometri all’ora rispetto agli altri e la sua capacità di recupero è semplicemente senza precedenti" ha analizzato Van Avermaet.

VDP staccato a 650 watt

Anche Oliver Naesen, corridore del team Decathlon, ha commentato nel podcast con un pizzico di ironia la superiorità disarmante di Pogacar: "Se mettessi me e Pogi in mutande uno accanto all’altro, di fronte a delle persone che non seguono il ciclismo, nessuno indovinerebbe che è lui a dominare le corse. Direbbero che sono io, ho un aspetto molto più atletico. Nessuno indovinerebbe mai che io sono quello più scarso".

Nonostante un fisico meno imponente, Pogacar riesce a imporsi grazie a qualità incredibili. I dati prestazionali dimostrano l’impressionante rendimento dello sloveno nel Fiandre: sulla salita di 2,2 km dell’Oude Kwaremont, dopo oltre 250 km di gara, Pogacar ha generato una potenza elevatissima, riuscendo a staccare un rivale del calibro di Mathieu van der Poel, che a sua volta ha ammesso: "Stavo pedalando a 650 watt e non riuscivo a tenere il passo".

Secondo l’app Whoop, il livello di sforzo dello sloveno ha raggiunto un valore quasi massimo (20,7 su 21), mentre la sua qualità di recupero è stata calcolata all’86%, un dato eccezionale dopo uno sforzo così intenso.