Il Milan ha avviato una rivoluzione interna radicale, con un azzeramento totale dello staff tecnico e dirigenziale, a seguito della mancata qualificazione alla Champions League. Una decisione presa con effetto immediato dalla proprietà, che mira a un profondo rinnovamento per la prossima stagione.
La svolta ai vertici del club rossonero
La proprietà, guidata da Gerry Cardinale, ha deciso di allontanare figure chiave quali l’allenatore Massimiliano Allegri, il direttore sportivo Igli Tare, il direttore tecnico Geoffrey Moncada e l’amministratore delegato Giorgio Furlani.
Il club ha espresso il proprio ringraziamento a ciascuno di loro 'per il lavoro svolto e la dedizione dimostrata durante la permanenza nel Club', ma ha chiarito la necessità di un cambiamento profondo per il futuro.
Il comunicato ufficiale ha sottolineato che 'è ora tempo di cambiamento e di una profonda riorganizzazione dell’area sportiva del Club'. Il quinto posto finale in campionato, che garantisce l'accesso soltanto all’Europa League, è stato giudicato insufficiente rispetto alle ambizioni stagionali della società rossonera, spingendo verso questa drastica riorganizzazione.
Ibrahimovic e Calvelli alla guida della ricostruzione
Accanto a Gerry Cardinale, rimangono figure centrali Zlatan Ibrahimovic, nel suo ruolo di senior advisor di RedBird, e Massimo Calvelli, membro del consiglio di amministrazione.
Saranno loro a supervisionare la delicata fase di ricostruzione, con l’obiettivo primario di individuare e definire rapidamente i nuovi nomi che andranno a ricoprire le posizioni chiave all'interno del club, delineando la struttura per il futuro.
Il Milan ha annunciato che 'ulteriori annunci relativi alle nuove nomine verranno comunicati non appena definiti, con l’obiettivo di avere una struttura pronta in vista della prossima stagione'. Questo indica una chiara intenzione di agire con celerità per assicurare una preparazione adeguata in vista della prossima annata sportiva e delle sue sfide.
Le ragioni dietro la decisione radicale del Milan
La drastica decisione di Gerry Cardinale è maturata a seguito di un vertice societario cruciale, tenutosi a Londra.
Durante l'incontro, il patron ha discusso con i vertici del club, tra cui Furlani, Ibrahimovic e Calvelli, il futuro dell’organigramma rossonero. Già in quella sede era emersa la chiara volontà di un profondo rinnovamento, con tutte le posizioni dirigenziali e tecniche messe in discussione per rilanciare le ambizioni del club.
La mancata qualificazione alla prestigiosa Champions League ha rappresentato il catalizzatore principale di questa svolta, scatenando forti critiche da parte della tifoseria e accelerando il processo decisionale della proprietà. La stagione, iniziata con aspettative elevate, si è conclusa con un risultato considerato fallimentare, rendendo inevitabile un reset totale per il futuro del Milan e il raggiungimento dei suoi obiettivi a lungo termine.