Oklahoma City si prende Gara 5 e si porta a una sola vittoria dal ritorno alle Finals a distanza di appena un anno. I Thunder battono San Antonio 127-114 grazie soprattutto al contributo dei comprimari: Alex Caruso è ancora una volta straordinario, fin qui il migliore della serie contro gli Spurs, mentre Isaiah Hartenstein domina fisicamente Victor Wembanyama sotto i tabelloni. Il francese disputa la peggior partita della finale di Western Conference e i texani crollano in difesa, concedendo agli avversari il 44% dall’arco. Non bastano il ritorno a buoni livelli di Keldon Johnson e la solita affidabilità di Stephon Castle.

SGA, una serata complicata

Shai Gilgeous-Alexander vive un’altra serata complicata al tiro, ma compensa dalla lunetta: con 17 liberi tentati chiude comunque a quota 32 punti. L’arbitraggio fa infuriare gli ospiti: nel finale del terzo quarto una serie di decisioni contestate manda su tutte le furie coach Johnson, che incassa un fallo tecnico per proteste. Al di là dei fischi, però, il tecnico dovrà trovare soluzioni alternative a Luke Kornet, apparso inadatto come cambio di Wembanyama.

I campioni in carica salgono così sul 3-2 nella serie. Gara 6 si giocherà a San Antonio nella notte italiana di venerdì alle 2.30: in caso di vittoria, OKC raggiungerà i New York Knicks alle Finals; se invece gli Spurs riusciranno a forzare la serie, Gara 7 andrà in scena due giorni dopo al Paycom Center di Oklahoma City.

A fine partita l’MVP in carica Shai Gilgeous-Alexander rende omaggio ai compagni: “Abbiamo giocato per quelli che siamo. Nonostante il peggior inizio di partita della mia carriera il gruppo ci ha tenuti in partita. Siamo profondi da 1 a 15 come rotazione e lo abbiamo ribadito. L’attacco è migliorato? Abbiamo fatto gli aggiustamenti di cui avevamo bisogno. Quando dirò di aver giocato una buona partita? Quando giocherò una buona partita”. Dichiarazioni che fotografano bene la serata dei Thunder, capaci di vincere anche senza gli infortunati Jalen Williams e Ajay Mitchell.

La partita

OKC parte con Jared McCain in quintetto, ma l’avvio è tutto degli Spurs, avanti 16-8 grazie a tre triple di Julian Champagnie. I Thunder, però, chiudono il primo quarto avanti 29-27 sfruttando cinque palle perse avversarie. Shai fatica (1/5 dal campo), mentre Wembanyama produce appena due punti con due tiri tentati.

Nel secondo periodo le triple di Cason Wallace e Jaylin Williams firmano il primo allungo sul 39-30, poi Caruso, autore di 14 punti nei primi 24 minuti, spinge OKC sul +10 (45-35). San Antonio reagisce immediatamente con un parziale di 9-0, ma coach Johnson insiste troppo con Kornet in campo al posto di Wembanyama e i Thunder ne approfittano: all’intervallo il punteggio è 69-58 grazie anche a un ottimo Chet Holmgren. Gilgeous-Alexander trova ritmo dalla lunetta con un perfetto 10/10 ai liberi, mentre la difesa Spurs affonda sotto i colpi del 53% al tiro degli avversari. Wembanyama, incredibilmente, arriva all’intervallo con appena sei conclusioni tentate.

L’inizio del terzo quarto decide la gara: il parziale di 9-0 dei Thunder vale il 78-58, massimo vantaggio della serie per OKC. Gli Spurs provano a rientrare fino al 79-87 grazie al primo canestro di Darius Vassell, ma è l’ultimo vero tentativo di rimonta. Caruso risponde subito e ricaccia indietro i texani.

Il finale del periodo resta segnato dalle polemiche arbitrali: un’interferenza a canestro di Wallace cancella due punti agli Spurs, poi una rimessa viene assegnata a OKC e a coach Johnson viene negata la possibilità di chiamare challenge. Nell’azione successiva Shai conquista altri liberi e arriva anche il tecnico alla panchina di San Antonio. Dopo 36 minuti il tabellone dice 101-91 Thunder.

Nell’ultimo quarto i canestri di Jared McCain e la doppia doppia di Hartenstein tengono definitivamente a distanza gli Spurs. Oklahoma City difende il fattore campo e mette spalle al muro San Antonio, ora obbligata a vincere per evitare l’eliminazione.