Dino Tommasi, componente della Commissione Arbitri Nazionale (CAN), ha espresso piena soddisfazione per l’operato degli arbitri italiani e per l’impiego del sistema di assistenza video, il VAR. La sua valutazione positiva si concentra sull’efficacia con cui il VAR viene utilizzato esclusivamente in situazioni chiaramente determinanti, ribadendo la fiducia nel lavoro svolto sul campo e l'importanza di un intervento mirato e non invasivo.
L'approccio di Dino Tommasi all'arbitraggio e al VAR
Tommasi ha sottolineato con fermezza che il VAR interviene solo ed esclusivamente in «situazioni evidenti», un principio cardine che preserva la centralità e l’autorità del direttore di gara.
Il sistema video, infatti, non è concepito per sostituire l’arbitro, ma per affiancarlo come un prezioso strumento di supporto. L'obiettivo è intervenire unicamente nei casi in cui un errore sia palese e possa avere un impatto significativo sull'esito della partita, garantendo così una maggiore equità senza snaturare il flusso del gioco.
Questa visione riflette una filosofia ben precisa: mantenere l'arbitro come fulcro delle decisioni, fornendogli al contempo una rete di sicurezza per correggere sviste macroscopiche. La soddisfazione espressa da Tommasi evidenzia come questo equilibrio sia stato raggiunto con successo, contribuendo a rafforzare la credibilità delle decisioni arbitrali nel calcio moderno.
Il VAR: strumento di supporto per decisioni chiare
Il concetto di «situazioni evidenti» è pienamente allineato con le linee guida tecniche internazionali e nazionali che regolano l'utilizzo del VAR. Tali direttive prevedono l'intervento del sistema video solo in episodi di chiara rilevanza, quali: l'assegnazione di un gol, la concessione di un rigore, l'espulsione diretta tramite cartellino rosso o l'identificazione errata di un calciatore (errore di identità).
In queste specifiche circostanze, il VAR ha la facoltà di suggerire una revisione all'arbitro in campo. Quest'ultimo, a sua discrezione, può decidere di rivedere l'azione sul monitor a bordo campo, una procedura nota come «on-field review», per confermare la sua decisione iniziale o correggerla alla luce delle nuove evidenze.
Questo processo garantisce che l'intervento sia sempre ponderato e finalizzato a eliminare errori inequivocabili, mantenendo l'integrità della partita.
Le direttive ufficiali per l'intervento del VAR
Le indicazioni tecniche diffuse dalla Federazione Italiana Giuoco Calcio (FIGC) e dall’Associazione Italiana Arbitri (AIA) sono chiare: il VAR è autorizzato a intervenire esclusivamente in presenza di «chiari ed evidenti errori» che potrebbero alterare l'esito finale della gara. L'obiettivo primario è quello di preservare l'autorità e il giudizio dell'arbitro sul terreno di gioco, limitando l'intervento tecnologico ai soli casi in cui l'errore sia inequivocabile e oggettivamente riscontrabile.
Questo approccio metodologico è fondamentale per evitare interruzioni eccessive del gioco e per assicurare che il VAR rimanga uno strumento di supporto e non un sostituto dell'esperienza e della professionalità arbitrale.
La prassi consolidata mira a garantire che ogni decisione importante sia presa con la massima accuratezza, beneficiando della tecnologia senza però delegare ad essa la responsabilità ultima del giudizio.