Il ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi, ha formalmente richiesto al Coni e all’Anac una verifica puntuale sull’applicazione delle norme relative al “pantouflage” all’interno del sistema sportivo italiano. Questa iniziativa ministeriale è stata intrapresa in risposta a un’interrogazione parlamentare presentata dal senatore Roberto Marti, che ha sollevato questioni significative sulla presunta ineleggibilità di Giovanni Malagò per la presidenza della Federcalcio.
La richiesta di verifica sul 'pantouflage'
La richiesta di chiarimento è stata avanzata in data 5 giugno 2026, quando il ministro Abodi ha risposto all’interrogazione parlamentare del senatore Marti.
Quest'ultima aveva espresso dubbi concreti sulla legittimità di una potenziale candidatura di Malagò, basandosi proprio sulle disposizioni normative in materia di “pantouflage”. Il ministro ha quindi sollecitato sia il Coni che l’Anac a esaminare con attenzione l’effettiva applicazione di tali norme nel contesto delle cariche apicali che caratterizzano il sistema sportivo nazionale.
Contesto normativo e le implicazioni del caso
Il “pantouflage” rappresenta un istituto normativo di fondamentale importanza, che prevede l’osservanza di un preciso “periodo di raffreddamento” tra la cessazione di incarichi ricoperti in enti pubblici e l’assunzione di ruoli in organismi privati che siano in qualche modo connessi o correlati.
Nel caso specifico oggetto di discussione, la questione si concentra sulla transizione tra la presidenza del Coni e una possibile elezione alla guida della Federcalcio. L’interrogazione parlamentare, depositata dal senatore Marti, mirava a ottenere un chiarimento preventivo dalle autorità competenti, inclusa l’Anac, con l’obiettivo primario di garantire la certezza del diritto, la trasparenza e un’uniformità applicativa della normativa anticorruzione nell’intero ambito sportivo.
L'interrogazione parlamentare e il ricorso al Tnf
L’interrogazione parlamentare ha evidenziato che, tra la conclusione del mandato di Malagò al Coni e la sua eventuale candidatura alla Federcalcio sarebbe intercorso un lasso di tempo inferiore a quello stabilito dalla legislazione italiana per passaggi istituzionali di questa natura.
Per tale ragione, il senatore Marti aveva espressamente richiesto al ministro Abodi di promuovere un’azione di chiarimento preventivo presso le autorità preposte, anche attraverso un’interlocuzione diretta con l’Anac e con gli organismi di vigilanza specifici del settore sportivo.
Parallelamente a questa iniziativa politica, è stato presentato un ricorso formale al Tribunale Nazionale Federale della Figc. L’obiettivo di tale ricorso è quello di ottenere una definitiva delucidazione sulla questione del “pantouflage”, al fine di stabilire con certezza l’ammissibilità o meno della candidatura di Giovanni Malagò.