Il percorso di Simone Bolelli e Andrea Vavassori nel torneo di doppio maschile del Roland Garros si è interrotto in semifinale. La coppia italiana è stata superata da Marcel Granollers e Horacio Zeballos con il punteggio di 7‑6 6‑4, al termine di un confronto intenso durato un’ora e 55 minuti. A condizionare la prestazione degli azzurri è stato un infortunio alla caviglia accusato da Bolelli durante la partita.
L'epilogo della semifinale
La sfida per un posto in finale si è sviluppata all'insegna di un grande equilibrio, specialmente nel primo set.
Tuttavia, l’infortunio alla caviglia subito da Bolelli ha rappresentato un fattore determinante, influenzando l’andamento complessivo del match. Nonostante l’impegno e la notevole resistenza mostrata dalla coppia italiana, i loro avversari, Granollers e Zeballos, riconosciuti come i numeri uno del ranking mondiale nel doppio, sono riusciti a imporsi in due set, capitalizzando al meglio le opportunità create.
Un percorso stagionale di rilievo
Questa sconfitta segna la conclusione del cammino di Bolelli e Vavassori nell'edizione parigina del prestigioso torneo. La coppia aveva già dimostrato ottime prestazioni nel corso della stagione, culminate con la conquista del titolo agli Internazionali d’Italia, un risultato che aveva alimentato grandi aspettative.
L’infortunio occorso a Bolelli si è rivelato un ostacolo insormontabile, impedendo agli azzurri di esprimere il loro massimo potenziale in una semifinale di così alta intensità e importanza.
La forza di Granollers e Zeballos
Con questa vittoria, Marcel Granollers e Horacio Zeballos si sono qualificati per la finale del Roland Garros per il secondo anno consecutivo, consolidando ulteriormente il loro status di coppia di riferimento nel circuito del doppio maschile. La loro affermazione contro Bolelli e Vavassori, ottenuta con un doppio 7‑6(4) 6‑4 in un’ora e 53 minuti, ha evidenziato la straordinaria continuità di rendimento e la solidità che li contraddistingue come campioni in carica e contendenti principali per il titolo.