Il presidente della Fifa, Gianni Infantino, ha difeso con fermezza le contestate pause per l’idratazione introdotte in tutti i match dei Mondiali 2026, smentendo categoricamente che queste rappresentino una fonte di guadagno per l’organizzazione. La misura, adottata ufficialmente per tutelare i giocatori dal caldo e garantire condizioni uniformi di gioco, ha generato reazioni contrastanti, tra cui fischi dal pubblico e critiche da parte di tecnici e tifosi.
Le motivazioni della Fifa
Infantino ha chiarito che l’obiettivo primario di queste interruzioni è il benessere degli atleti.
Ha sottolineato l'importanza di un momento di riposo in una competizione intensa: “Il motivo principale è il caldo, ma dobbiamo anche capire che in una competizione che si gioca in 39 giorni, con le squadre che potenzialmente disputano otto partite, avere un momento di riposo è estremamente importante”. Il presidente ha inoltre evidenziato la volontà della Fifa di assicurare parità di condizioni per tutte le squadre e gli allenatori. “È molto difficile accettare che un allenatore possa avere l’opportunità di influenzare una partita apportando modifiche semplicemente perché fa più caldo, mentre in un’altra partita, dove la temperatura è leggermente più bassa, lo stesso allenatore non abbia la stessa opportunità.
Vogliamo garantire pari condizioni per tutti, ed è per questo che queste pause sono state introdotte in ogni partita”, ha spiegato.
Nessun guadagno economico per la Fifa
In risposta alle accuse di sfruttamento commerciale, Infantino ha ribadito con chiarezza che la Fifa non trae alcun beneficio economico dalle pause. “Non ci sono entrate aggiuntive, poiché tutti gli accordi commerciali sono stati firmati con largo anticipo. Quindi, per noi non si tratta di una questione finanziaria. Per noi è una questione puramente sportiva”, ha affermato. Ha specificato che, sebbene le emittenti televisive possano utilizzare questi intervalli per inserire spot pubblicitari, la Fifa non riceve alcun profitto diretto da tali interruzioni, confermando che la decisione è stata presa per motivi esclusivamente sportivi.
Reazioni e prospettive future
Le pause, della durata di circa tre minuti e previste a metà di ogni tempo di gioco, hanno suscitato un acceso dibattito. Dagli spalti si sono levati fischi, mentre allenatori di spicco come Marcelo Bielsa e Thomas Tuchel hanno espresso commenti critici, evidenziando un cambiamento nel ritmo di gioco. Nonostante le polemiche, Infantino ha annunciato che la Fifa valuterà attentamente l’esperienza di questa edizione dei Mondiali per decidere se mantenere questa formula anche nelle future competizioni. La discussione sulle pause per l'idratazione ha generato un ampio dibattito tra tifosi e addetti ai lavori, con alcune voci che le hanno definite “interruzioni plateali del gioco per aumentare gli introiti pubblicitari” e accuse di “capitalismo inutile”. Tuttavia, la Fifa ha costantemente confermato che la decisione è stata motivata da ragioni sportive e di equità, non economiche.