Nel panorama della ginnastica artistica femminile, la scelta della divisa da gara è diventata un elemento cruciale, influenzando sia le prestazioni che la percezione delle atlete. Esistono tre principali tipologie di uniformi: il classico leotard, l’unitard integrale e la versione intermedia nota come shorts leotard. Ciascuna di queste opzioni risponde a specifiche esigenze, legate al comfort, alla sicurezza e ai regolamenti sportivi.

Leotard, unitard e shorts leotard: caratteristiche distintive

Il leotard rappresenta la divisa più tradizionale e diffusa nella ginnastica femminile.

Si tratta di un capo aderente, intero, che copre il busto e termina con un taglio a slip, lasciando le gambe scoperte. Può essere a maniche lunghe o corte e deve il suo nome all’acrobata francese Jules Leotard, vissuto nell'Ottocento. All’estremo opposto si posiziona l’unitard, che mantiene la parte superiore del leotard ma si estende lungo le gambe fino alle caviglie, offrendo una copertura completa. Questa scelta è stata adottata, ad esempio, da ginnaste come Sarah Voss e Pauline Schaefer-Betz alle Olimpiadi di Parigi 2024, mentre la loro compagna di squadra Helen Kevric ha optato per il leotard classico.

Una soluzione intermedia che bilancia le due precedenti è lo shorts leotard, caratterizzato da una parte inferiore simile a pantaloncini corti.

La campionessa mondiale al corpo libero 2025, Aiko Sugihara, ha persino ideato una propria versione, denominata “Aitard”. Questa creazione è nata dalla sua personale esigenza di sentirsi più a proprio agio durante le competizioni, in seguito a commenti inappropriati ricevuti su fotografie che la ritraevano con il leotard tradizionale.

Regolamenti e motivazioni dietro la scelta delle uniformi

Tutte e tre le tipologie di divisa sono pienamente ammesse nelle competizioni internazionali, in conformità con i regolamenti della World Gymnastics. È fondamentale che rispettino specifiche misure: per esempio, lo shorts leotard non deve estendersi oltre i due centimetri sotto la base dei glutei. Anche le normative di USA Gymnastics e NCAA sono allineate, consentendo l’uso di leotard, unitard e shorts leotard.

È inoltre prevista la possibilità di indossare collant o pantaloncini (capri o più lunghi) sia sopra che sotto la divisa, purché siano neri, tono su tono o color pelle. Nel contesto NCAA, è richiesta l’uniformità dell’abbigliamento per l’intera squadra.

Le ragioni che spingono le ginnaste a scegliere uno stile di divisa piuttosto che un altro sono molteplici e personali. Possono includere il comfort, la fiducia nel proprio corpo, motivazioni religiose o culturali, o semplicemente una preferenza individuale. Naimah Muhammad, ex ginnasta e collaboratrice di Gymnastics Now, ha condiviso la sua esperienza: “Ho iniziato a indossare i collant per motivi religiosi, ma mi facevano anche sentire meno esposta e molto più a mio agio rispetto al solo leotard, quindi ho voluto continuare anche al college e avere la possibilità di coprirmi di più”.

Vantaggi e conformità delle divise in gara

A livello internazionale, sia il leotard che l’unitard sono considerati pienamente legali in gara, a condizione che siano eleganti, ben aderenti e non trasparenti. L’unitard è spesso scelto per la maggiore copertura che offre, la quale può contribuire ad aumentare la sicurezza e la fiducia dell’atleta. Il leotard, d’altra parte, è apprezzato per la sua maggiore freschezza e leggerezza, oltre a offrire una più ampia varietà di stili e costi generalmente inferiori. Nelle competizioni NCAA, è consentito abbinare al leotard shorts o leggings della squadra, purché l’intero team mantenga un’estetica uniforme.

La decisione finale sulla divisa da indossare è strettamente legata al comfort personale, alle esigenze di copertura e alle condizioni ambientali del luogo di gara.

È importante sottolineare che i giudici non applicano penalità basate sulla scelta del tipo di uniforme, ma solo per eventuali violazioni delle regole sull’abbigliamento, come la trasparenza del tessuto, la scollatura o la non conformità estetica. In sintesi, la diversità di divise nella ginnastica femminile riflette l’evoluzione della disciplina e la crescente attenzione verso le esigenze individuali delle atlete, sempre nel pieno rispetto dei regolamenti ufficiali.