L'ATP sta pianificando una riforma radicale per il doppio maschile nel tennis professionistico. Le proposte, discusse con i rappresentanti dei giocatori e l'ATP Player Council a Roma e Wimbledon, prevedono il dimezzamento dei tabelloni (da 32 a 16 coppie nei Masters 1000; da 16 a 8 nelle categorie ATP 500 e ATP 250) e un taglio del montepremi dal 20% al 10%. Le risorse risparmiate sarebbero reinvestite nei primi turni del singolare, a beneficio dei giocatori appena dentro o fuori dalla Top 100.
La protesta dei giocatori e le ragioni dell'ATP
Le proposte hanno suscitato forte preoccupazione e opposizione tra gli specialisti del doppio.
Circa cinquanta giocatori si sono riuniti a Wimbledon per discutere e cercare sostegno. Édouard Roger-Vasselin ha espresso la frustrazione generale, contestando la giustificazione dell'ATP secondo cui i giocatori di doppio guadagnerebbero "troppo". Ha evidenziato la scarsa promozione del doppio e l'impegno a opporsi alla proposta, anche tramite i media.
La riforma, denominata "Product 28", potrebbe entrare in vigore dal 2028. L'ATP giustifica la redistribuzione dei premi come necessaria per la sostenibilità economica dei singolaristi che non raggiungono le fasi avanzate dei tornei maggiori.
Implicazioni e scenari futuri
Le modifiche non riguarderebbero, per ora, i tornei del Grande Slam, senza garanzia che tale linea non venga adottata in futuro.
Questa netta riduzione di opportunità e guadagni ha già generato un'intensa mobilitazione tra gli specialisti, che temono un vero e proprio stravolgimento della disciplina e una frattura con l'ATP.
L'adozione di tali misure segnerebbe un cambiamento epocale per il doppio maschile, rischiando di ridurre ulteriormente visibilità e attrattiva di una specialità già spesso secondaria rispetto al singolare.