L'ATP sperimenterà cambi di palline più frequenti nel circuito Challenger. Il Challenger di Lexington, Kentucky (3-9 agosto 2026), sarà il banco di prova. L'iniziativa risponde alle lamentele dei giocatori sul rapido deterioramento delle palline su superfici dure.
La nuova regola prevede il primo cambio dopo cinque giochi (anziché sette) e i successivi ogni sette giochi (anziché nove). Sostenuta dal Player Advisory Council dell'ATP, mira a mantenere le palline performanti e a ridurre lo sforzo fisico. Taylor Fritz ha riassunto il malcontento: “Seven and nine is just too much”, evidenziando come le palline si consumino troppo rapidamente e diventino lente troppo presto.
Salute dei giocatori e implicazioni future
L'usura precoce delle palline è collegata a dolori a polso, gomito, avambraccio e spalla. Le differenze tra le marche aggravano il problema. Obiettivo: migliorare salute dei giocatori e qualità delle partite. L'adozione definitiva richiederà revisione contratti con produttori (Dunlop, Penn) per maggiore fornitura. Cruciale valutare impatto ambientale e costi per la sostenibilità.
Il test fa parte di un processo di raccolta dati. Se positivo, la regola potrebbe estendersi al circuito ATP. Dal 2025, l'ATP gestirà la selezione fornitori per coerenza. La vera sfida resta la standardizzazione completa per l'intera stagione.
Il dibattito è vivo tra i top player: Novak Djokovic ha notato cambiamenti post-pandemia, Pablo Carreño ha collegato i cambi a infortuni, e Carlos Alcaraz ha proposto una singola tipologia di pallina. Questo test è un passo verso un'evoluzione che potrebbe ridefinire gli standard del tennis professionistico.