Claudio Durigon, sottosegretario al ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e vice segretario della Lega, è stato eletto presidente della Lega Pallavolo Serie A maschile. La nomina, avvenuta per acclamazione durante un'assemblea straordinaria dei club a Bologna, a margine del Volley Mercato 2026, ha scatenato immediate polemiche politiche, con la segretaria del Partito Democratico Elly Schlein che ha denunciato una vera e propria “occupazione militare dello sport” da parte della maggioranza di governo.

Durigon ha prontamente replicato alle accuse, respingendo le critiche e ricordando precedenti simili: “Dispiace che la Schlein dica queste cose.

E dimentica che proprio un esponente del Pd come Paola De Micheli ha già svolto questo ruolo, e bene. Fare demagogia così. È una nomina che mi è stata richiesta, che faccio con passione, la dedico a mio figlio che segue da sempre questo sport”. Il neo-presidente ha inoltre espresso gratitudine ai club che lo hanno sostenuto, affermando: “Nella pallavolo siamo primi nel mondo, è il vero made in Italy; ringrazio i presidenti di club che mi hanno chiesto di farlo, spero di aiutare a dare giusto spazio a questo sport, che già lo ha”.

Le accuse dell'opposizione e la difesa di Durigon

Le dichiarazioni di Elly Schlein sono state perentorie: “Non bastavano tutti gli esponenti della maggioranza, insieme a congiunti e amici, nominati nelle federazioni e associazioni sportive, ora arriva anche l’elezione del sottosegretario Claudio Durigon alla presidenza della Lega pallavolo di serie A maschile.

L’ultimo esempio di un metodo che questa destra sta esercitando sistematicamente anche sullo sport... Si tratta di un’occupazione militare di luoghi e posizioni che dovrebbero essere indipendenti e autonomi dalla politica... Lo sport merita cura, attenzione, sostegno, rispetto della sua autonomia, e non questa invadenza da parte della politica.”

Durigon ha ribadito la legittimità della sua elezione, sottolineando che la proposta è giunta direttamente dai club e che intende dedicarsi al ruolo con impegno. Ha inoltre evidenziato il prestigio della pallavolo italiana a livello internazionale e ha richiamato il caso di Paola De Micheli, esponente del Partito Democratico, che in passato aveva ricoperto la presidenza della stessa Lega, per contestare l'unicità della sua nomina come presunto atto di "occupazione politica".

Il dibattito sulle nomine e il futuro della Lega femminile

L'elezione di Durigon ha colto di sorpresa lo stesso sottosegretario, che ha ammesso: “Quando mi è stato proposto di assumere questo ruolo, la mia prima reazione è stata quasi di incredulità. Ho pensato: state scherzando? Non me lo aspettavo davvero”. Le reazioni dell'opposizione sono state veementi: Mauro Berruto, responsabile PD per lo Sport ed ex commissario tecnico della nazionale maschile, ha descritto l'elezione come “uscita da un film horror”. Daniela Sbrollini di Italia Viva ha parlato di “occupazione politica”, mentre il deputato M5S Gaetano Amato ha denunciato un “amichettismo tragicomico”.

Il dibattito sulle nomine politiche si estende anche alla Lega Pallavolo femminile, dove si profila la possibile presidenza di un altro esponente leghista, Massimo Garavaglia, attuale presidente della commissione Finanze del Senato.

Questa prospettiva di una doppia presenza leghista ai vertici del volley sta creando divisioni all'interno del movimento: una parte dei club femminili, inclusi realtà importanti come Conegliano e Novara, accoglie favorevolmente l'asse leghista, mentre un'altra fazione auspica una figura differente. Il predecessore, Mauro Fabris, aveva indicato come profilo ideale per la successione “una donna imprenditrice che apra mondi nuovi”. La decisione finale è attesa per settembre.