Edoardo Affini sarà regolarmente al via del Tour de France oggi, ma il passista mantovano del team Visma | Lease a Bike ha rischiato seriamente di dover guardare la Grande Boucle dalla televisione. La violenta caduta rimediata durante la prova a cronometro dei Campionati Italiani lo ha costretto a un ricovero d'urgenza in ospedale, lasciando lo staff medico e l'atleta nel forte dubbio fino all'ultimo via libera.

“Sì, decisamente. Soprattutto la sera di giovedì e il venerdì mattina successivi all'incidente ho pensato: no, stavolta non ce la faccio, addio Tour.

Poi venerdì ho fatto una risonanza magnetica e l'esito è stato positivo. Insieme allo staff medico della squadra abbiamo valutato che la partecipazione fosse ancora possibile, a patto di monitorare la reazione del corpo nei giorni seguenti. Fortunatamente, il recupero è stato abbastanza rapido da permettermi di essere qui oggi”.

La dinamica dell'incidente: “Tradito da una crepa sull'asfalto”

La caduta non è stata ripresa dalle telecamere, ma le immagini successive – con Affini dolorante a terra contro il guardrail prima di essere caricato in ambulanza – hanno subito fatto temere il peggio. Il corridore ha ricostruito con precisione quegli istanti drammatici, avvenuti in un tratto apparentemente non proibitivo.

“Era un settore in discesa, dopo due tornanti la strada spianava leggermente. Quell'ultima curva era in realtà una delle più facili, ma stavo andando forte: in una cronometro si spinge al massimo, si insegue ogni singolo secondo e io volevo fare una bella prestazione. All'improvviso ho perso aderenza sulla ruota posteriore la prima volta, ma sono stato abbastanza rapido da correggere la traiettoria e salvarmi”.

La sfortuna, tuttavia, era in agguato un metro più avanti: “Subito dopo il primo salvataggio, la ruota anteriore si è infilata in una piccola crepa sul bordo della carreggiata, dove l'asfalto era particolarmente rovinato. Mi sono trovato completamente sulla linea sbagliata della curva e il retrotreno ha sbandato di nuovo.

Questa seconda sbandata è stata impossibile da correggere e sono finito dritto contro il guardrail” ha raccontato Edoardo Affini.

I postumi del colpo e i punti di sutura

Nonostante la luce verde dei medici, Affini non ha ancora smaltito del tutto le conseguenze dell'impatto, che ha lasciato segni profondi sul suo fisico.

“Ho rimediato una ferita molto profonda vicino alla cresta iliaca, all'altezza dell'anca. È stato necessario applicare diversi punti di sutura, sia interni che esterni. Questo è stato l'ostacolo maggiore nei giorni successivi, perché per le prime quarantotto ore facevo fatica persino a sollevare le gambe. A questo si aggiungono ematomi e abrasioni sparsi un po' ovunque. Ma il corpo ha reagito bene e il recupero lampo mi ha consentito di non perdere l'appuntamento con il Tour de France”.

Una preparazione mirata per la Grande Boucle

Per la Visma | Lease a Bike, la presenza del corridore italiano è un tassello fondamentale. Quest'anno, per la prima volta dopo diverse stagioni, la squadra ha scelto di non schierare il cronoman mantovano al Giro d'Italia, focalizzando tutta la sua preparazione esclusivamente in funzione del Tour de France.

“È stato un percorso di avvicinamento completamente diverso rispetto all'anno scorso, quando avevo corso sia il Giro che il Tour di seguito. Questa volta ho seguito una tabella più lineare e la condizione generale prima dell'incidente era ottima. Certo, gli ultimi giorni non sono stati l'ideale per rifinire la preparazione, ma fa parte del ciclismo. L'importante è essere qui e poter dare il massimo per il team”, ha concluso Affini.