Oggi la Germania ha preso una posizione ferma contro i piani della FIFA di cedere quote dei Mondiali a investitori privati, giudicandoli un "attacco al calcio". Le voci più critiche sono state quelle di Hans‑Joachim Watzke, vicepresidente della Federazione calcistica tedesca e del comitato esecutivo UEFA, e di Max Eberl, membro del consiglio di amministrazione del Bayern Monaco, che ha definito l’iniziativa "vergognosa" e "ripugnante".

Le critiche dei vertici del calcio tedesco

Hans‑Joachim Watzke ha affermato che "molti nel calcio europeo considerano i piani della FIFA un attacco diretto al calcio", un'opinione da lui condivisa.

Ha evidenziato che "è stato superato un limite" e che esiste un ampio consenso tra le federazioni affiliate, come emerso dalle discussioni con Aleksander Ceferin e altri colleghi. Watzke ha inoltre rimarcato la rilevanza del calcio europeo, ricordando che sei squadre del continente hanno raggiunto i quarti di finale e tre le semifinali ai Mondiali.

Max Eberl ha giudicato i piani "vergognosi", dichiarando: "Mi vergogno che nel mondo del calcio si parli di idee del genere". Ha richiamato lo slogan dei tifosi: "il calcio non ci appartiene. È solo un gioco", aggiungendo: "Per me, la FIFA esiste per sostenere il calcio, per stabilirne la struttura e le regole e per organizzare i Mondiali. Al momento, ho la sensazione che la FIFA sia lì solo per fare profitto. Anche io, che mi sento veramente a casa nel mondo del calcio, trovo tutto questo ripugnante".

Altre reazioni dal calcio tedesco

Anche Sebastian Hoeness, allenatore del VfB Stoccarda, ha definito i piani "catastrofici". Carsten Cramer, amministratore delegato del Borussia Dortmund, ha espresso perplessità: "Non riesco proprio a capire perché la FIFA voglia fare questo passo". Ha ulteriormente commentato: "Non capisco la logica alla base di questi piani. Non solo la mia prima impressione, ma anche i primi riscontri, non sono affatto positivi. Perché la FIFA sente il bisogno di reinventare la ruota? A mio avviso, questa iniziativa non è affatto una buona idea".

Il contesto del piano FIFA

I piani della FIFA delineano la creazione di una sussidiaria, la FIFA Forward Enterprise (Ffe), incaricata di unire la vendita dei diritti commerciali con la gestione operativa dei tornei, a partire dai Mondiali.

Questa nuova entità sarebbe valutata 20 miliardi di dollari e aprirebbe agli investitori privati la possibilità di acquisire quote di minoranza. Il presidente Gianni Infantino avrebbe inviato una comunicazione alle 211 federazioni affiliate, promettendo 40 milioni di dollari a ciascuna, con un anticipo di 20 milioni, qualora il piano fosse approvato entro il 19 settembre. Le federazioni che non aderiranno riceveranno invece 2,7 milioni di dollari, in linea con l'attuale schema di distribuzione globale.

Reazioni internazionali al piano FIFA

La proposta della FIFA ha generato reazioni significative anche a livello internazionale. La UEFA ha criticato duramente il piano, dichiarando che "l’anima e la governance del calcio non sono asset da scambiare – soprattutto senza trasparenza su chi ne trae profitto" e che "non è compito della FIFA vendere il calcio".

Anche la CONCACAF ha manifestato una forte opposizione all'iniziativa.

Il presidente Gianni Infantino avrebbe fissato al 19 settembre il termine ultimo per l’approvazione del progetto da parte delle federazioni. Sono stati promessi incrementi progressivi dei finanziamenti: venti milioni di dollari a partire dal ciclo 2027‑2030, ventidue milioni per il quadriennio 2031‑2034, e ventiquattro milioni per il periodo 2035‑2038 e successivi.