Nel saggio "Il Neocalcio", Bruno Bartolozzi ed Enrico Currò offrono un'analisi approfondita della profonda trasformazione subita dal calcio. Con prospettiva storica e filosofica, descrivono come lo sport sia stato rimodellato da finanza, tecnologie e social network, evolvendo in un fenomeno interconnesso e globalizzato.

La genesi del Neocalcio

Il volume, edito da Rogas, è opera dei giornalisti Bartolozzi e Currò. La loro indagine evidenzia come, dagli anni Dieci del Terzo Millennio, il calcio abbia abbandonato le sue liturgie popolari per mutare in un prodotto della civiltà tecnologica.

Questa evoluzione è caratterizzata da interconnessione globale, individualismo, capitalismo finanziario e sorveglianza.

L'analisi degli autori: storia e attualità

Bartolozzi propone una lettura storica e filosofica della nascita del Neocalcio, esplorando le sue connessioni con movimenti artistici e culturali. Currò si concentra sull'attualità: stadi dove i tifosi sono clienti, club dominati dalla finanza e dai fondi, e informazione pilotata dai social network. Nonostante la critica, emerge una nota di speranza: la pratica sportiva può ancora rappresentare un antidoto a tali derive.

Contesto e ricezione dell'opera

Il saggio è stato presentato in un periodo di significative tensioni e trasformazioni nel calcio italiano, tra crisi strutturali e nuove dinamiche di mercato.

L'opera è stata accolta come un contributo fondamentale per comprendere radici e conseguenze della metamorfosi in atto nel mondo del pallone.

Con prefazione di Walter Casagrande, il libro "Il Neocalcio. Storia, filosofia e cronaca tra stadi, finanza e social network" analizza la trasformazione del calcio nel nuovo paradigma tecnologico e finanziario. Evidenziando come lo sport sia divenuto la sua riproduzione, ne esplora il futuro.