Lamar Jackson, quarterback dei Baltimore Ravens e due volte MVP, è stato protagonista di un inatteso e discusso crollo nella classifica annuale NFL Top 100, stilata dai giocatori della lega. Il 29enne, all’inizio della sua nona stagione, è passato dal secondo al sessantanovesimo posto, una caduta che ha suscitato reazioni forti tra analisti, tifosi e addetti ai lavori.

La notizia del declassamento di Jackson ha rapidamente fatto il giro degli ambienti sportivi, con molti che hanno definito la scelta una mancanza di rispetto verso uno dei quarterback più talentuosi e determinanti della NFL.

"Al di fuori di Patrick Mahomes, non c’è un quarterback più realizzato di Lamar Jackson", ha dichiarato Ryan Clark durante una trasmissione televisiva. "Non c’è nessun quarterback a cui viene chiesto di fare di più di Jackson… Non è solo irrispettoso, è quasi stupido".

Le ragioni del controverso declassamento

Secondo molti osservatori, la stagione 2025 di Jackson è stata condizionata da infortuni e da una squadra di ricevitori poco performante, fattori che hanno inciso sulle sue statistiche. Nonostante ciò, il quarterback aveva disputato una delle migliori stagioni della storia recente nel 2024, venendo superato per il premio MVP solo da Josh Allen. Il calo di rendimento, spiegano i critici, non può giustificare una retrocessione così drastica nella classifica, soprattutto considerando che altri quarterback come Allen e Joe Burrow non hanno subito penalizzazioni simili nonostante risultati analoghi o infortuni.

Il licenziamento dell’allenatore John Harbaugh, dopo otto stagioni senza raggiungere il Super Bowl, ha ulteriormente alimentato il dibattito sulle responsabilità della franchigia nel non aver sfruttato appieno il talento di Jackson. La squadra, infatti, sembra fare affidamento quasi esclusivamente su Lamar Jackson e Derrick Henry per le proprie prestazioni offensive. Se Jackson non ha ricevitori affidabili, non può certo forzare giocate rischiose, compromettendo l'efficacia dell'attacco.

Confronto tra modelli di valutazione e prospettive future

La polemica si è intensificata quando, nello stesso giorno della pubblicazione della classifica NFL Top 100 votata dai giocatori, un’altra graduatoria stilata da Pro Football Network ha posizionato Jackson al secondo posto assoluto.

Questo modello, basato su una valutazione triennale ponderata (60% per il 2025, 30% per il 2024 e 10% per il 2023), ha premiato la costanza e l’impatto del quarterback, tenendo conto anche di un passer rating di 103,8 e dei riconoscimenti ottenuti nelle stagioni precedenti.

La discrepanza tra le due classifiche ha acceso il dibattito su come vengano valutati i giocatori: da un lato il voto dei colleghi, dall’altro un’analisi statistica e contestuale più ampia. Resta ora da vedere se questa "motivazione da lavagna" spingerà Jackson e i Ravens a una stagione di riscatto o se alimenterà ulteriormente le frustrazioni di un campione che, secondo molti, merita ben altro riconoscimento per il suo contributo eccezionale al gioco.