Una bambina di dodici anni è finita in coma dopo un grave incidente avvenuto in una piscina a Misano Adriatico, dove si trovava in vacanza con i genitori, residenti in Svizzera. L'episodio si è verificato ieri pomeriggio, quando i capelli della ragazzina sono rimasti impigliati nel bocchettone aspirante della piscina. I genitori, presenti, non sono riusciti a liberarla.
Secondo gli accertamenti condotti dai carabinieri di Misano, la bambina è rimasta intrappolata per alcuni minuti. La situazione di pericolo è cessata grazie al tempestivo intervento del personale della struttura, che ha spento il sistema pulente della piscina, traendo in salvo la dodicenne.
Sul posto è prontamente intervenuto il personale del 118, che ha praticato le prime manovre di rianimazione. La bambina è stata poi trasportata in ospedale, dove si trova attualmente ricoverata in prognosi riservata. Nonostante la gravità, le sue condizioni non sarebbero in pericolo di vita.
I pericoli dei sistemi di aspirazione in piscina
Incidenti come quello di Misano Adriatico, sebbene rari, evidenziano i rischi legati ai sistemi di aspirazione delle piscine. L'intrappolamento dei capelli può verificarsi quando l'aspirazione è progettata in modo inadeguato, con bocchettoni troppo piccoli o dotati di elementi a cui i capelli possono facilmente agganciarsi. La forza della pompa può avvolgere i capelli con tale intensità da rendere estremamente difficile liberare la persona senza un intervento esterno.
È fondamentale che le piscine siano dotate di griglie di protezione integre e conformi alle normative di sicurezza, e che gli impianti siano progettati per evitare la creazione di vuoti pericolosi. In caso di intrappolamento, spegnere immediatamente la pompa è una misura utile, ma non sempre sufficiente se i capelli sono già strettamente avvolti. In queste situazioni, l'unica soluzione per liberare la vittima può essere il taglio dei capelli.