Claudio Ranieri ha pronunciato le sue prime parole da direttore tecnico della Nazionale italiana, esprimendo un obiettivo chiaro e profondamente sentito: riportare i bambini a seguire con passione la squadra azzurra ai Mondiali. "Mi premono due cose", ha dichiarato Ranieri, "far di nuovo innamorare i tifosi della Nazionale e permettere ai bambini di vedere la Nazionale al Mondiale, come ad esempio mio nipote di 12 anni".

Per Ranieri, questo incarico rappresenta il "coronamento di una carriera, una cosa bellissima". Ha espresso grande orgoglio per la nomina, avvenuta dopo una chiamata del presidente Malagò, e ha sottolineato la consapevolezza del grande lavoro che lo attende.

"Non ci credevo quando ho visto la chiamata di Malagò", ha aggiunto, "Sono molto orgoglioso e so che ci sarà da lavorare tantissimo, ma credo la mia carriera da allenatore la dica lunga. Non mi sono mai tirato indietro".

Il rilancio del settore giovanile e l'accessibilità

Il nuovo direttore tecnico ha posto l'accento sull'importanza di un intervento mirato sul settore giovanile e sull'accessibilità allo sport. "Quanto tempo serve per sistemare il calcio è difficile da dire. C'è Roberto che deve risolvere la situazione campo, io quella che non si vede", ha spiegato. Ranieri ha richiamato le osservazioni di Maldini, secondo cui sono necessari dieci anni per la formazione dei giovani calciatori, evidenziando una differenza cruciale: "La differenza con le altre nazionali è che noi siamo bravi nella tattica, loro nella tecnica.

Bisogna tornare al dribbling".

Un aneddoto recente ha rafforzato la sua convinzione: "I primi di giugno ero a Cagliari e un addetto ai lavori mi ha detto che i bambini spendono troppo per andare alla scuola calcio: voglio capire come funziona il settore giovanile scolastico". L'appello di Ranieri è chiaro: "Non possiamo permettercelo oggi, i bambini sono presi da altri giochi, dobbiamo riportarli al calcio provando ad abbassare i prezzi".

L'importanza della tecnica individuale

Ranieri ha ribadito un concetto fondamentale per la crescita del calcio italiano: "Oggi vinciamo a livello giovanile perché siamo bravi tatticamente, nei settori giovanili dobbiamo migliorare la tecnica individuale. I bambini devono imparare come si manovra il pallone".

Questo approccio mira a sviluppare una maggiore padronanza del gioco fin dalle prime fasi della formazione.

La nomina e il contesto federale

La designazione di Ranieri a direttore tecnico è stata ufficializzata al termine del Consiglio Federale FIGC. In quell'occasione, il presidente Giovanni Malagò ha annunciato anche il ritorno di Roberto Mancini come commissario tecnico. Malagò ha spiegato che la scelta di Ranieri è stata strategica per condividere la decisione del CT e ha confermato la sua piena disponibilità al ruolo, sottolineando l'importanza di una governance condivisa per il rilancio complessivo della Nazionale.