Un'accesa polemica ha visto protagonista Donald Trump, che ha rivolto un duro attacco a LeBron James, definendolo pubblicamente “un razzista”. Questa dichiarazione controversa è emersa nel corso di un'intervista in cui all'ex presidente degli Stati Uniti è stato chiesto di esprimere una preferenza tra James e la leggenda del basket Michael Jordan. L'episodio si è verificato proprio nel giorno in cui LeBron James ha annunciato una mossa significativa per la sua carriera, firmando con i Philadelphia 76ers, la squadra con cui, con ogni probabilità, concluderà la sua illustre carriera nella NBA.
Il contrasto tra l'accusa di Trump e l'annuncio di James ha creato un notevole clamore nel mondo dello sport e della politica.
L'attacco di Trump e la preferenza per Jordan
Di fronte alla domanda su chi fosse il miglior cestista tra LeBron James e Michael Jordan, Donald Trump ha risposto senza esitazioni, esprimendo una chiara e decisa preferenza: “Meglio Jordan”. Le sue parole non si sono fermate qui, ma hanno incluso un'affermazione diretta e polemica nei confronti di James: “Penso che LeBron sia, forse è un razzista. Forse non gli piaccio”. L'ex presidente ha poi concluso il suo ragionamento con una motivazione di carattere personale, dichiarando: “Mi piacciono le persone che mi apprezzano, quindi direi Michael Jordan senza dubbio”.
È opportuno notare che questa ammirazione per Jordan non rappresenta una novità per Trump, il quale ha già avuto modo di esprimere la sua stima in altri contesti, menzionando di aver giocato a golf con lui e descrivendolo come “una persona davvero buona”.
La mossa di LeBron James: l'ultimo capitolo con i 76ers
Nello stesso giorno in cui le dichiarazioni di Trump hanno fatto il giro del mondo, LeBron James ha reso pubblico il suo accordo con i Philadelphia 76ers. L'annuncio, diffuso attraverso i suoi canali social, segna una tappa fondamentale nella carriera del "Re", indicando che la franchigia della Pennsylvania sarà con ogni probabilità il palcoscenico per l'epilogo della sua leggendaria avventura nella NBA.
James ha descritto questa scelta come la sua “ultima decisione”, specificando che non è motivata da fattori economici o da legami familiari, bensì da un'irrefrenabile voglia di competere ai massimi livelli e di puntare alla vittoria di un altro titolo. L'accordo, un contratto biennale al minimo salariale, conferma la sua determinazione a iniziare “questa incredibile avventura un’ultima volta”, ribadendo il suo impegno sportivo prima di ogni altra considerazione.