Nick Kyrgios, trentunenne australiano professionista dal 2013, è una delle figure più discusse e talentuose del tennis mondiale. La sua carriera, lanciata dall'exploit a Wimbledon 2014 con l'eliminazione di Rafael Nadal e il raggiungimento dei quarti di finale, è stata costellata da successi e polemiche. Comportamenti sopra le righe, tensioni con arbitri e provocazioni verso altri giocatori hanno caratterizzato il suo percorso. Tra gli episodi, la multa e sospensione ATP nel 2015 per commenti offensivi a Stan Wawrinka a Montreal, e la squalifica a Roma nel 2019 contro Casper Ruud.
Il 2022 ha segnato il suo apice sportivo: vittoria dell’Australian Open in doppio, finale a Wimbledon persa contro Novak Djokovic e l'undicesima posizione mondiale, compromessa poi da infortuni al ginocchio e al polso.
Le polemiche sull'antidoping e la svolta drammatica
Nel 2024, Kyrgios criticò il caso Clostebol di Jannik Sinner. Sinner, scagionato da due controlli positivi per contaminazione involontaria, vide Kyrgios contestarne la gestione, invocando regole antidoping uniformi. La polemica si intensificò nel 2025, quando Sinner accettò una sospensione di tre mesi concordata con la WADA e Kyrgios pubblicò un eloquente asterisco sui social.
La sua storia ha preso una svolta drammatica:Kyrgios è stato sospeso provvisoriamente dall’ITIA dopo essere risultato positivo a benzoilecgonina, un metabolita della cocaina.
Il controllo, effettuato il 22 giugno a Maiorca, ha portato alla sospensione attiva dal 4 agosto. Kyrgios ha ammesso la violazione come un "grave errore", assumendone "tutta la responsabilità" e comunicando ai suoi sostenitori: "Volevo che lo sapeste prima da me". Ha annunciato una pausa dalla vita pubblica.
Il suo caso non è paragonabile a quello di Sinner, per differenze nelle sostanze, contesto e iter procedurale. La cocaina, stimolante e sostanza di abuso proibita dalla WADA durante la competizione, ha nella benzoilecgonina un chiaro indicatore di assunzione. Questa vicenda aggiunge un elemento di profonda ironia alla sua carriera: proprio lui, paladino contro le incoerenze dell'antidoping, si trova ora sospeso per una positività.