La Formula 1 ha registrato un aumento dei sorpassi nel 2026. Tuttavia, secondo Edd Straw, la semplificazione del concetto “più sorpassi = migliore spettacolo” è fuorviante. Il problema non è la quantità, bensì la qualità delle manovre. Straw critica l'ossessione per i numeri, sottolineando che non tutti i sorpassi sono uguali.
Il dibattito sui numeri dei sorpassi
Straw osserva che la Formula 1 tende a trattare tutti i sorpassi allo stesso modo, ignorandone la natura. Ciò genera statistiche che, pur sembrando positive, non riflettono la vera essenza della competizione.
Il presidente Stefano Domenicali respinge ogni critica alla logica del “più è meglio”, sostenendo che chi la contesta sbaglia.
Sorpassi: tra strategia e prevedibilità
Il giornalista evidenzia come la frequenza dei sorpassi dipenda dalla facilità di seguire l'avversario e dalla disorganizzazione del gruppo. Un vantaggio elettrico significativo rende i sorpassi più frequenti ma prevedibili e privi di rischio. Straw cita il sorpasso di Kimi Antonelli su Lewis Hamilton allo sprint di Silverstone come esempio: una manovra efficace, ma dovuta più alla gestione della batteria che all'abilità al limite.
L'importanza dell'imprevedibilità nello spettacolo
Secondo Straw, ciò che rende una gara memorabile non è il numero di sorpassi, ma la varietà di stili: duelli ruota a ruota, strategie diverse, dominio assoluto o difese eroiche.
L'obiettivo dovrebbe essere l'imprevedibilità, non l'omologazione delle gare, per non perdere la vera sostanza dello sport.
Le regole 2026 e l'Overtake Mode
Le nuove regole del 2026 hanno introdotto sistemi come l'“Overtake Mode”, che sostituisce il DRS con un boost elettrico attivabile entro un secondo dall'avversario. Questo sistema favorisce i sorpassi in rettilineo, ma può penalizzare quelli in curva o al limite, riducendo spettacolo e imprevedibilità.