Il presidente della Fidal, Stefano Mei, ha tracciato un bilancio estremamente positivo degli Europei di Birmingham, rilanciando con determinazione la candidatura di Roma per ospitare i Mondiali di atletica. Con un messaggio chiaro e ambizioso, Mei ha dichiarato: “Lottiamo da n.1”, sottolineando l'intenzione di portare l'evento nella Capitale.

I successi di Birmingham rafforzano la candidatura di Roma

Mei ha evidenziato come gli straordinari risultati ottenuti a Birmingham non siano frutto del caso, ma il culmine di un percorso solido e coerente.

La spedizione italiana ha, infatti, confermato l'eccellente qualità del movimento azzurro. Questo successo, secondo il presidente, rappresenta un potente volano per la candidatura di Roma ai Mondiali di atletica del 2029 e del 2031.

Il dossier della Capitale è stato definito da Mei “very strong”, grazie anche alle garanzie governative, ritenute più solide rispetto a quelle offerte da altre città concorrenti. Il “Sistema-Italia” si presenta unito a sostegno della candidatura: Comune, Regione, Governo e istituzioni sportive, pur con diverse colorazioni politiche, lavorano congiuntamente, riconoscendo la validità e l'eccellenza del progetto. Nonostante le buone chance, Mei ha ammesso che la competizione sarà comunque ardua, con “competitor difficili”.

Valorizzazione degli atleti e potenziamento delle infrastrutture

Il presidente Fidal ha richiamato l'attenzione su un problema strutturale persistente: l'eccessivo abbandono sportivo nella fascia d'età tra i venti e i ventitré anni. “C’è ancora troppo abbandono”, ha affermato Mei, evidenziando come molti atleti, pur non esprimendosi al massimo in quel periodo, potrebbero dare un contributo significativo se messi nelle condizioni ideali. È fondamentale non perderli, facendo sentire ogni atleta “unico”, specialmente nei momenti di difficoltà, e valorizzando il lavoro di coach e società per preparare al meglio il “materiale umano” alle grandi manifestazioni.

Un altro punto critico sollevato da Mei riguarda le carenze infrastrutturali.

Nonostante l'Italia sia tra i migliori d'Europa, l'impiantistica sportiva presenta ancora lacune. Il presidente ha auspicato che le amministrazioni locali si adoperino per realizzare nuovi campi di atletica, anche non necessariamente con le dimensioni standard di 400 metri e 9 corsie, per favorire una maggiore diffusione e accessibilità dello sport sul territorio. Questa visione inclusiva mira a coinvolgere un numero crescente di giovani, creando un sistema di supporto capillare e capitalizzando il momento positivo dell'atletica italiana con un progetto credibile e condiviso per i futuri Mondiali.