I New York Mets stanno attraversando una delle stagioni 2026 più complesse e deludenti della loro storia recente. Nonostante un’effimera ripresa post-trade deadline, caratterizzata da sei vittorie su sette incontri, tutti disputati in trasferta, la squadra si trova ancora drammaticamente distante dalla zona playoff, occupando il terzultimo posto nella National League. Il divario di 18,5 partite dai Braves, leader di divisione, e un bilancio negativo di quattordici gare sotto la soglia del .500, delineano un’annata da dimenticare per una delle franchigie con il monte ingaggi più elevato della Major League, rendendola la più grande delusione della stagione.
La delusione è palpabile anche tra i protagonisti in campo. Il terza base Bo Bichette ha espresso il suo rammarico: “La stagione non è andata come tutti pensavamo, ed è ovviamente deludente. Bisogna continuare a giocare. C’è sempre l’orgoglio in gioco, a prescindere dal record. Abbiamo ancora tante partite davanti e credo che sia nell’interesse di tutti dare il massimo, trovare la migliore versione di sé stessi e chiudere bene”. Questo spirito combattivo, seppur tardivo, è un segnale incoraggiante dopo mesi di prestazioni altalenanti che hanno portato al licenziamento del manager Carlos Mendoza il 26 giugno.
Le cause del tracollo e la visione a lungo termine
Le ragioni di questa annata negativa sono molteplici e complesse.
Gli errori commessi dal presidente delle operazioni sportive David Stearns, sia nelle trattative di mercato che nelle firme dei free agent durante l’inverno, hanno avuto un impatto determinante. Diversi acquisti chiave, tra cui Bo Bichette, Marcus Semien, Luis Robert Jr. e Jorge Polanco, non sono riusciti a soddisfare le aspettative. Anche il lanciatore Freddy Peralta ha deluso prima di essere ceduto ai Tampa Bay Rays, e il closer Devin Williams ha raramente mostrato la sua forma dominante del passato. Tutto ciò ha contribuito a una squadra costruita con un budget di 352 milioni di dollari che non è mai riuscita a trovare la necessaria continuità.
Andy Green, subentrato come manager ad interim, ha delineato la visione a lungo termine del club: “Credo che stiamo gettando le basi per ciò che vogliamo essere nella prossima stagione, ma senza perdere di vista il presente.
Bisogna giocare bene ogni giorno, solo così saremo in una posizione migliore”. Green ha già confermato il suo ritorno al ruolo di direttore del settore giovanile al termine della stagione, indicando che la ricerca di un nuovo manager non comporterà una ricostruzione totale del roster, ma piuttosto un consolidamento.
Giovani promesse e la fiducia nel futuro
Nonostante le difficoltà attuali, i Mets guardano al futuro con l’obiettivo di costruire una squadra altamente competitiva attorno ai due fuoriclasse Francisco Lindor e Juan Soto. Il proprietario Steve Cohen ha ribadito l’intenzione di non ridurre gli investimenti, smentendo l’ipotesi di un ridimensionamento. Due giovani esterni, Carson Benge e A.J.
Ewing, rappresentano una delle poche note liete di questa stagione. Benge, ventitreenne, ha già collezionato tredici fuoricampo e diciotto basi rubate in 114 partite, mentre Ewing, ventunenne, vanta sette fuoricampo e quindici basi rubate in settantanove gare. Marcus Semien ha commentato: “L’organizzazione sa cosa ha in questi ragazzi, potrebbero essere una parte importante del futuro qui. Entrambi hanno le capacità per dare una scossa alla squadra”.
Il futuro dei New York Mets, seppur incerto nell’immediato, è guidato da una dirigenza determinata a non ripetere gli errori del passato. È stato indicato che David Stearns avrà almeno un’altra offseason per tentare di assemblare una squadra da titolo, con il club pronto a intervenire sul mercato per rafforzare i reparti più deboli.
L’obiettivo dichiarato è tornare competitivi già dal 2027, non attraverso uno smantellamento, ma puntando su innesti mirati e sulla crescita dei giovani talenti.
Errori, infortuni e speranze di riscatto
Il 2026 viene ampiamente considerato come un incidente isolato di percorso piuttosto che l’inizio di un declino strutturale per la franchigia. La stagione è stata profondamente segnata da errori strategici sul mercato, da infortuni pesanti che hanno colpito giocatori chiave come Polanco, Robert Jr., Soto e Lindor, e da una serie di prestazioni deludenti sia da parte dei veterani che dei giovani lanciatori. Il significativo turnover nel coaching staff e nel roster ha ulteriormente complicato la coesione del gruppo, rendendo la squadra senza bussola.
Tuttavia, la storia recente dei Mets offre motivi di ottimismo e dimostra che una rapida ripresa è possibile: nel 2024 la squadra arrivò a due partite dalle World Series dopo una stagione regolare deludente l’anno precedente. La dirigenza punta ora su un mercato aggressivo e su un nucleo solido per evitare che il 2026 si trasformi in qualcosa di più di una parentesi negativa, con la ferma intenzione di competere per il titolo nel 2027.