Potrebbe finalmente trovare fine la bagarre legata alle aliquote Tasi, la tassa sui servizi indivisibili parte integrante dell’Iuc insieme all’imu (valida solo per i possessori di seconde case) e alla Tari. Ormai da tempo è in piedi una vera e propria guerra tra Comuni e governo, con i primi a sottolineare il rischio di fallimento dei propri bilanci innescati dalla voragine che separa le aliquote Tasi dalle ‘vecchie’ aliquote Imu (2,5 per mille e 6 per mille), e il secondo a ribattere che le amministrazioni potranno dar corso agli incrementi di aliquote Tasi (rispettando i massimali fissati al 3,5 per mille per le prime case e all’11,6 per mille per le seconde) ma solo per supportare le detrazioni.





Sullo sfondo i contribuenti, con i ceti meno facoltosi che rischiano di dover subire pesanti stangate in assenza di adeguati correttivi; la proposta avanzata dall’Anci (Associazione Nazionale dei Comuni Italiani), di cui è presidente il Sindaco di Torino Piero Fassino, tiene conto proprio di questi soggetti ed individua un’interessante soluzione per risolvere il problema. Vediamo quale.

Calcolo Imu 2014, Iuc e Tasi: info e aliquote -  La proposta dell’Anci al governo

In seguito alla riunione dell’Ufficio di presidenza Anci, svoltasi nei giorni scorsi, il presidente Piero Fassino ha formulato al governo la proposta di dirottare verso le casse comunali il gettito garantito dall’Imu sugli immobili industriali e produttivi, categoria D, oggi destinato interamente alle casse statali dell’erario.



Qualora la proposta venisse accettata, quasi tutte le parti in causa sarebbero soddisfatte: da una parte i Contribuenti sarebbero sgravati dalla ‘Maxi Tasi’ che si era prospettata nei giorni scorsi, dall’altra il governo Letta sarebbe esentato dallo studiare una formula alternativa, nel mezzo i Comuni vedrebbero (se non definitivamente almeno significativamente) risolto il problema del gettito più che dimezzato rispetto all’Imu.



La palla passa ora al governo Letta, anche se dall’Anci fanno sapere che il dirottamento dell’Imu dovuta per gli immobili di categoria D risolverebbe solo parzialmente il problema. I Comuni stessi avevano adottato un atteggiamento nettamente ostruzionista davanti alla proposta dell’esecutivo Letta di incrementare le aliquote per supportare le detrazioni, e adesso i riflettori si accendono tutti sulla risposta e sul tipo di atteggiamento (collaborativo o nuovamente ostruzionista) che lo stesso esecutivo deciderà a sua volta di adottare.



Qualora dovesse essere ratificato lo slittamento della Tasi 2014 a giugno, è probabile che i tempi si allunghino e che si valutino anche soluzioni alternative, ma la formula proposta dall’Anci appare certamente interessante, sopratutto in un momento nel quale il caos legato alle tasse sulla casa cresce sempre di più (pensiamo ai problemi che stanno incontrando i contribuenti a versare la Tares o alla vicenda Mini-Imu 2013-2014) e le soluzioni concrete latitano.



Come accennato, adesso è tutto nelle mani del governo.