A molti sembra di rivivere la stessa situazione che si verificò alla fine del 2013 a proposito dell’#imu: discrezionalità concessa ai Comuni sulle aliquote, proroghe, scadenze spostate, delibere effettuate e pubblicate un ritardo, il tutto con il ‘giusto’ contorno di sanzioni ed interessi per versamenti erronei o parziali.



Adesso non è l’Imu a scatenare simili criticità ma la Tasi, la tassa sui servizi indivisibili in merito alla quale esiste ancora la più assoluta confusione su aliquote e importi da dover versare. Facciamo allora il punto della situazione, chiarificando il perché della ‘guerra’ che ormai da settimane vede fronteggiarsi Comuni e Governo, con i contribuenti a fare da terzo incomodo.



Calcolo Imu 2014 e Tasi: info, conteggi e aliquote prima e seconda casa, ecco quanto si pagherà - Nodo aliquote Tasi, i Comuni alzano la voce

La più grande criticità di fondo sta nel far coincidere gli interessi di tutti; le ‘vecchie’ aliquote Imu potevano essere incrementate sino alla soglia massima del 6 per mille, e ciò garantiva un certo tipo di gettito ai Comuni. Le aliquote Tasi sulla prime casa, ad oggi, non possono invece andare al di là del 3,5 per mille, con ciò decretando una situazione di assoluta difficoltà per i bilanci comunali stessi, che senza le entrate garantite dalla precedente Imu rischiano il collasso.



Se a ciò si aggiunge che l’aliquota Tasi standard è in realtà fissata al 2,5 per mille (sempre in riferimento alla prima casa) e che l’incremento sino al 3,5 per mille è previsto solo e soltanto per supportare le detrazioni si ha un quadro più preciso della situazione.



Lo stesso discorso vale per le seconde case, con l’aliquota standard Tasi fissata al 10,6 per mille e la soglia di innalzamento prevista a toccare quota 11,6 per mille.



Nel mezzo i contribuenti, con i possessori di prime case a rischiare la stangata (gli importi da versare saranno molto più alti dell’Imu) e quelli di seconde case ed immobili di lusso a godere di aliquote Tasi notevolmente ridotte rispetto al precedente regime fiscale.



La prima rata Tasi scadrebbe oggi, ma è molto probabile (quasi certo) che si abbia un rinvio a giugno, anche perché oltre al nodo aliquote è ancora in piedi quello connesso alle detrazioni; è noto che certe tipologie di famiglie ne avranno diritto, ma non sono ancora stati decretati con precisione i requisiti che concorrono a determinare o meno il godimento di tale diritto.



Il caos sulle aliquote Tasi si accompagna dunque all’incredibile stato di confusione che si generò a proposito del calcolo dell’Imu (di fatti l’Imu 2014 o la Mini-Imu altro non è se non un lasciato di quella confusione) e viene scandito dalla guerra perpetrata dai Comuni, che invece di pensare a salvaguardare i contribuenti meno abbienti si preoccupano esclusivamente di mettere al riparo i propri bilanci.



Chi la spunterà non è dato sapere, ma di certo a perdere saranno ancora una volta i contribuenti (che il 24 gennaio prossimo sono chiamati a versare l'Imu 2014 o Mini-Imu); a proposito, chi effettuò versamenti parziali o erronei con riferimento alla seconda rata Imu 2013 (pagata a titolo di saldo definitivo per l’anno di imposta 2013) non fruirà, come inizialmente paventato, delle sanatorie su interessi e more per via di un’incongruenza tra Legge di stabilità ed emendamento al dl Imu-Bankitalia.