Il 24 gennaio 2014 scade il pagamento della mini #imu, ovvero il conguaglio relativo alla differenza tra la tassa base e la stessa con aliquota maggiorata, nel caso in cui sia superiore allo 0,4%.

I contribuenti di diversi comuni capoluogo di provincia, fortunatamente, non dovranno effettuare pagamenti: si tratta in particolare delle città di Udine, Firenze, Venezia, Bari, Aosta, Trento, Bolzano, Trieste, Pescara, L'Aquila, Cagliari.

Per tutte le altre città il pagamento va effettuato ed in particolare, nei principali comuni corrisponde a quanto segue: Milano allo 0,6%, Roma allo 0,5%, Torino allo 0,575%, Napoli  allo 0,6%, Bologna allo 0,5%, Palermo allo 0,48%, Genova allo 0,58%, Catania, Potenza, Catanzaro, Perugia e Ancona allo 0,6%, Campobasso allo 0,5%. 

Sono in tutto 2400 i comuni che dovranno versare questo pagamento.

La lista completa e dettagliata è visibile presso il sito del Ministero delle Finanze già suddivisa per regione per regione o nei siti del proprio comune di appartenenza.

Ricordiamo che tale conguaglio non riguarda la prima casa di lusso, corrispondente alla categoria A1, A8 e A9, essendo la tassa già stata pagata con la scadenza di dicembre.

Ma ecco un esempio pratico del costo di una mini Imu: prendiamo il caso di Roma con un casa dal valore ipotetico di € 100.000. Lo 0,5% corrisponde ad € 500 al quale vanno detratti € 200 per la prima casa ed € 50 per un possibile figlio a carico ottenendo quindi una differenza pari ad € 250. Lo 0,4% di € 100.000 è pari ad  € 400, quindi sottraendo le dettrazioni ottengo € 150. € 250 meno € 150, sono € 100. Da pagare è il 40% di questa tassa ovvero € 40.

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