Da sabato 1 marzo 2014 è previsto un nuovo aumento dell'accisa sui carburanti, tassa approvata da Enrico Letta inclusa dal così chiamato "Decreto del fare" nel giugno del 2013. Il rincaro dell'accisa sulla benzina andrà a gravare sulle famiglie italiane di 0.24 centesimi al litro, mentre l'aumento sul gasolio sarà di 0.34 centesimi al litro.

In pratica, se un automobilista dispone di un'autovettura a benzina e percorre annualmente all'incirca 15.000 km subirà un incremento di 13 euro, mentre per i possessori di un auto a gasolio che percorrono lo stesso chilometraggio il rincaro sarà di 17 euro. Nello specifico è bene sottolineare che rispetto al 2010, un nucleo familiare con un'auto a benzina quest'anno spenderà 257 euro in più, laddove abbiamo una famiglia con un'auto a motore diesel l'incremento sarà nientemeno che di 338 euro.

Giuseppe Bortolussi, segretario della Cgia precisa che questi rincari sui carburanti non interessano solamente le famiglie, ma tutti coloro che usufruiscono per scopo lavorativo di un mezzo di trasporto, come: trasportatori, taxisti, agenti di commercio e autonoleggiatori.

L'associazione dei consumatori Codacons dichiara: "Si tratta di una misura di politica economica vecchia come il cucco, che ci aspettiamo sia annullata dal Governo Renzi". Inoltre la Codacons sostiene che la misura migliore da prendere è di tassare in base al reddito, perciò più si ha e più si paga, e non certamente più viaggi e più paghi, dato che oramai i viaggi non sono più per divertimento ma per lavoro.

L'associazione dei consumatori continua dicendo che il Governo dovrebbe finalmente approvare un'ordinanza accordata da più di dieci anni, ossia, fare in modo di sopprimere il rialzo dei prezzi dei carburanti, affinché l'imposizione fiscale accise + Iva non diventi un enorme perdita dinanzi agli incrementi del petrolio.

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