Matteo Renzi ha appena annunciato il suo programma di riduzioni fiscali ed ecco che ci pensano Regioni e Comuni a mettere le mani nelle buste paga dei contribuenti: le addizionali Irpef a marzo aumentano del 29% rispetto all'anno precedente, in soldoni vuol dire che tra saldi e acconti il fisco locale preleverà in media 97 euro dalle tasche dei contribuenti, 59 euro andranno alle Regioni con un aumento medio del 20,4% (circa 10 euro in più rispetto lo scorso anno) mentre nelle casse dei Comuni finiranno 38 euro con un aumento, rispetto l'anno precedente, del 46,1 percentuale, dati calcolati sulla base delle aliquote Irpef applicate ad un reddito medio di 23.000 euro.



I dati sono stati elaborati dalla Uil e, come ci spiega il Segretario Confederale Guglielmo Loy, le ricadute peggiori saranno a carico di lavoratori dipendenti e pensionati in quanto le addizionali Irpef sono calcolate sull'intero imponibile senza tenere conto delle detrazioni per la produzione del reddito, ed il trend mostra una tendenza alla crescita: su 104 Comuni che hanno deliberato per quest'anno 43 hanno alzato l'aliquota Irpef.

La Regione Lazio si distingue per aver portato l'aliquota Irpef al massimo consentito: 2,33% seguita da Piemonte, Liguria e Umbria con percentuali poco al di sotto. La tendenza al rialzo è confermata dall'analisi dei dati del 2013: su 6.707 Comuni 1.443 hanno applicato l'aumento dell'aliquota Irpef, circa il 21,5% del totale. Tradotto ancora una volta in soldi per l'Irpef regionale dai 536 euro nel Lazio ai 490 nel Piemonte, mentre per l'Irpef comunale si andrà dai 140 euro per Roma ai 184 a Milano, Torino e Napoli.

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In sostanza se da una parte il Governo nazionale si è impegnato a ridurre il carico fiscale sui lavoratori e i pensionati, a bilanciare i conti ci pensano Regioni e Comuni con l'aumento sulle addizionali Irpef.