Nell'ambito delle "Misure urgenti per la semplificazione e la trasparenza amministrativa e per l'efficienza degli uffici giudiziari", ideate dal Premier Matteo Renzi e dal Ministro della pubblica amministrazione Marianna Madia, rientra anche un rincaro dell'imposta da versare sui ricorsi alle multe automobilistiche. Un aumento pari al 15%. Come cambia dunque il nuovo tariffario?

Il costo del ricorso sale a 43 euro per le cause di valore inferiore ai 1.100 euro, a 98 euro (anziché 85) per quelle superiori ai 1.100 euro, a 237 euro (anziché 206) per quelle superiori a 5.200 euro e così via fino a 1.686 euro (anziché 1.466) per i processi di valore superiore a 520.000 euro.

Secondo Libero, con questo art. 53 del dl 90/2014, che modifica il dpr 30 maggio 2002, gli effetti negativi saranno due: il primo, si disincentiva nell'automobilista la volontà di fare ricorso per le multe più basse ritenute ingiuste; il secondo, si dà più potere agli organi preposti - Comuni e polizie locali - di multare all'impazzata.

D'altronde, a questa nuova norma, occorre aggiungere il fatto che il precedente Governo Letta aveva previsto uno sconto del 30% sulle multe non contestate e pagate entro 5 giorni. Un automobilista che si vede pervenire una multa, ad esempio per divieto di sosta, ci penserà almeno due volte prima di contestarla. Preferendo pagare subito con tanto di vistoso sconto anziché intraprendere un oneroso ricorso che magari sarà pure perso.

Tuttavia, ci sono casi nei quali fare ricorso è più che doveroso.

I migliori video del giorno

Laddove, ad esempio, la segnaletica è poco chiara e dunque si incorre in un Divieto di sosta o un Divieto di accesso senza accorgersene, perché magari la segnaletica è posta male o nascosta da piante. Ma ormai anche il diritto di opporsi è diventato sconveniente.