Dalla soppressione della vecchia Ici, voluta dal GovernoBerlusconi come primo provvedimento all’indomani delle elezioni, per mantenerela promessa più importante (e vincente) proposta in campagna elettorale dalleader di Forza Italia, è regnato il caos. Prima il ritorno di una tassa volutadal Governo Monti, l’Imu, con tutte le problematiche per il calcolo per glienti locali, poi il passaggio alla Tasi. Si paga, non si paga. Il dubbio pertanti cittadini rimane, un po’ come quando si sfoglia una margherita. Mal’ultima brutta notizia ci viene da uno studio della Cisl, sulle venti cittàcapoluogo di regione, analizzando le delibere delle aliquote pubblicate sulsito del ministero dell’Economia.

Il risultato che ne viene fuori sa di beffaper il povero contribuente: chi vive in case popolari pagherà quest’anno unaTasi più cara dell’Imu versata due anni fa. Quei cittadini, invece, che abitanoin case di pregio dovranno pagare meno per la Tasi rispetto all’Imu di due annifa.

Come si è svolto lo studio? A spiegarcelo l’autorevolequotidiano di via Solferino, Il Corriere della Sera. La ricerca ha mostrato che,in undici città su venti, migliaia di cittadini, tra i ceti sociali più bassi,per una rendita catastale di trecento euro dovranno pagare la Tasi, quandoprima l’Imu non si pagava, grazie alla detrazione prevista per l’abitazioneprincipale pari a duecento euro. Fortunati invece i cittadini di Trieste,Trento, Bologna e Firenze, città nelle quali è stata confermata l’esenzionetotale.

Per gli immobili con rendita di 500 euro, invece, si pagheràuna Tasi superiore all’Imu 2012 in otto capoluoghi tra i quali Venezia (194euro invece di 136), L’Aquila (168 contro 111), e Palermo (40 euro in più). AFirenze invece l’aumento è di 1 euro (137 rispetto a 136). E’ andata meglio a romani(70 euro in più), torinesi (167 contro 283) e napoletani (23 euro in piùrispetto al 2012). Discorso diverso per gli immobili con rendita catastale di milleeuro: sono solo due i comuni capoluogo che pagano un importo superiore allavecchia Imu. Vale a dire Trieste e Firenze. Bisogna comunque anche aggiungereche lo studio del Sindacato, da poco anche fresco di nomina della nuovaSegretaria dopo otto anni di guida targata Bonanni, non prende in considerazione le detrazioni per i figli. Il che lorenderebbe ovviamente più complicato. Ma anche meno negativo per alcunicontribuenti. E voi, a quale città appartenete? State esultando o imprecando?