Split payment, reverse charge, voluntary disclosure, il fisco italiano assume una veste internazionale. Ormai per chiamare i nuovi adempimenti fiscali non si usano più terminologie italiane, i vecchi termini utilizzati dal fisco sono andati in soffitta. Quello che non cambia però è la vecchia abitudine di incrementare in modo confuso le normative che regolano il rapporto tra i contribuenti e l'#agenzia delle entrate rendendo sempre più complesso e oneroso da parte delle aziende adempiere ai vari obblighi fiscali e amministrativi.

Approfondiamo ora la nuova legge sullo Split payment. Tale legge obbliga quasi tutte le aziende che effettuano cessione di beni o prestazioni di servizi nei confronti di Enti pubblici ad emettere la fattura con l'esposizione dell'Iva e di conseguenza al momento dell'incasso di tale fattura l'azienda incasserà solo l'imponibile.

Split payment ovvero la liquidità delle aziende diminuisce ancora.

L'IVA indicata in fattura dovrà essere versata all'erario direttamente dall'ente pubblico a cui la stessa è indirizzata. La prima conseguenza negativa a discapito delle aziende è indubbiamente l'incasso minore rispetto alla prestazione o vendita effettuata nei confronti dell'ente pubblico, tale somma non sarà ovviamente persa ma andrà, in seguito alla registrazione contabile delle operazioni, ad incrementare il credito IVA che l'azienda avrà nei confronti dell'erario.

Split payment, tradotto divisione del pagamento, automaticamente vorrà dire che le aziende dovranno, oltre a subire i ritardi per l'incasso delle proprie prestazioni da parte degli Enti pubblici, attendere anche l'eventuale rimborso dell'IVA spettante.

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Tutto questo a partire dalle operazioni effettuate successivamente al 01 gennaio 2015.

Da questo nuovo regime sono escluse tutte quelle operazioni effettuate da parte di lavoratori autonomi che prestano servizi assoggettati a ritenuta alla fonte a titolo d'acconto e allo stesso modo non devono sottostare a queste nuove regole tutte quelle prestazioni di servizi o cessioni di beni per le quali viene applicato in fatturazione il reverse charge.