Il Mef con la risoluzione 3/DF del 25 marzo ha comunicato che il modello per la dichiarazione #Tasi, relativa al tributo per i servizi indivisibili, non va approvato e predisposto dai comuni ma a livello ministeriale. Quindi un unico modello a livello nazionale e non un modello per ogni comune. La nota di precisazione è stata emanata a seguito di numerosi quesiti pervenuti al ministero sul disagio che verrebbe arrecato ai contribuenti proprietari di immobili in più comuni costretti a informarsi e gestire moduli "studiati" a seconda dell'ente di provenienza.

Dichiarazione Tasi

La dichiarazione Tasi si presenta entro il 30 giugno dell'anno successivo a quello in cui è iniziato il possesso dell'immobile o sono intervenute variazioni rilevanti per la determinazione del tributo.

Secondo la risoluzione ministeriale questo documento, sulla base dalla normativa #Iuc, deve essere "messo a disposizione dal comune" al quale non è demandata la predisposizione. La predisposizione spetta al ministero. Infatti, aggiunge il Mef, "il comma 687 della legge 147 stabilisce espressamente che ai fini della dichiarazione relativa alla Tasi si applicano le disposizioni concernenti la presentazione della dichiarazione dell'Imu". Quindi "modello unico a livello nazionale".

L'Anci non condivide

Spetta ai comuni, nell'ambito della regolamentazione della Tasi, approvare il proprio modello di dichiarazione, così come avviene per la Tari. La precisazione è dell'Ifel, la Fondazione dell'Anci. Il comma 687 della legge di stabilità 2014, secondo la Fondazione, non prevede in modo esplicito che il ministero intervenga in questa materia; la risoluzione delle Finanze, considerato il tempo limitato disponibile fino a giugno, è da considerare tardiva con conseguenti disagi per i contribuenti.

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Tuttavia, conclude l'Ifel, se il Mef intende procedere all'adozione di un modello unico nazionale è necessario un urgente intervento normativo. Spetta ora al ministero pronunciarsi in merito. In attesa al contribuente non resta che "vivere" nell'incertezza normativa.