E' in arrivo il tanto 'chiacchierato' modello 730 precompilato che, a partire dal prossimo 15 aprile, sarà disponibile sul portale Fisconline, tramite accesso con proprie credenziali: in precedenza, vi abbiamo parlato proprio degli strumenti a nostra disposizione per ottenere il PIN segreto per accedere alla propria dichiarazione dei redditi. Quest'oggi, invece, vedremo le due casistiche riguardanti l'integrazione o meno del 730 precompilato: in pratica, al contribuente conviene lasciarlo così com'è oppure è più vantaggioso modificarlo, presentandolo in versione integrata? Ovviamente, ci sono i pro e i contro, vediamoli insieme.

Dichiarazione dei redditi 2015: cosa succede se la lasciamo così com'è

Se non vengono apportate delle modifiche, cosa succede? Uno dei vantaggi di cui potrà beneficiare il contribuente è rappresentato dal fatto che la normativa non prevede controlli documentali ex art.

36-ter. Del resto, è un ragionamento logico quello fatto dal legislatore in quanto non esistono altri documenti che modificano quanto contenuto nella dichiarazione 'originale'. Lo svantaggio principale, però, è quello di non beneficiare delle detrazioni fiscali relative, per esempio, alle spese sanitarie sostenute dal contribuente nell'anno di riferimento della dichiarazione dei redditi: sarà il cittadino stesso a decidere se integrare o meno il modello 730 precompilato, anche qui con i pro e i contro del caso. 

Modello 730 precompilato: cosa succede se lo modifichiamo

Vediamo ora, invece, cosa succede se si decide di modificare quanto redatto dall'agenzia delle entrate, partendo proprio dal principale svantaggio, ovvero quello di perdere il beneficio dell'esenzione dai controlli documentali.

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Il contribuente, comunque, non subirà ugualmente controlli se le modifiche effettuate sul modello 730 non andranno ad incidere nè sul reddito, nè sull'imposta Irpef da versare (entrambi i casi sono, però, logicamente remoti). Infatti, occorre fare attenzione, per esempio, anche al semplice cambiamento del domicilio fiscale perchè questo potrebbe comportare una variazione nelle addizionali regionali che finirebbe per incidere sull'Irpef dovuta (e quindi poi scatterebbero ugualmente i controlli). 

CAF e professionisti in rivolta: ecco perchè

Nella maggior parte dei casi, comunque, è logico attendersi che i contribuenti si rivolgano in massa ai vari CAF e ai professionisti abilitati per due motivi principali: il primo è legato alla presumibile complessità dell'integrazione del modello 730 precompilato; il secondo, ancora più importante, riguarda la responsabilità in caso di controlli documentali che, secondo quanto stabilito dal Fisco, ricadrà completamente sull'intermediario abilitato. Se da una parte il contribuente se ne potrà 'lavare le mani', dall'altra i CAF e i professionisti sono già sul piede di guerra proprio per questa normativa che penalizza pesantemente il loro lavoro, spesso fatto in tempi eccessivamente ristretti e quindi passibile di errori.