Entro il 16 giugno, quello che ormai tutti conosciamo come il Tax Day, bisogna provvedere a regolarizzare i pagamenti di #imu e #Tasi. Se ad esse aggiungiamo il versamento dell'IRPEF e quello dell'ultima rata della Tassa di Smaltimento Rifiuti, previsti sempre per la stessa data, possiamo immaginare il grave esborso a cui milioni di famiglie andranno incontro. Già è difficile arrivare a fine mese per molti contribuenti, ma questo mese per colpa del salasso fiscale sarà ancora più dura se non addirittura impossibile. Molti sono i contribuenti che pagheranno in ritardo, per manifesta impossibilità, se non tutte le tasse almeno qualcuna. Per le tasse sugli immobili, il pagamento che avviene anche solo il giorno dopo, quindi il 17 giugno, già è soggetto a sanzioni.

Ma vediamo come muoversi in casi di ritardato pagamento ed a quanto ammontano le sanzioni e gli interessi che per esempio in alcuni siti come amministrazionicomunali.it, vengono spiegate ed inserite automaticamente.

Come fare ad inserire le sanzioni:

Per coloro che hanno già provveduto a stampare o a farsi compilare il modello F24 di pagamento prima del 16 giugno, bisogna sapere che il modello va rifatto se il pagamento non avviene entro quella data. Infatti all'imposta calcolata per il giorno 16 bisogna aggiungere il ravvedimento operoso. Quest'ultimo è lo strumento che viene incontro al contribuente facendogli pagare sanzioni ridotte rispetto al 30% della sanzione ordinaria.

A quanto ammonta la sanzione:

Su 100 euro di IMU o TASI pagate il giorno dopo la naturale scadenza, con la sanzione ordinaria, si sarebbero dovuti versare 130 euro.

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Con il ravvedimento operoso invece il contribuente può rimediare spontaneamente al ritardo aggiungendo gli interessi e le sanzioni in base al giorno in cui decide di provvedere al pagamento. Per il ravvedimento sprint, quello entro 15 giorni dalla scadenza si dovrà aggiungere lo 0,2% al giorno più gli interessi. Sull'IMU e la TASI da cento euro dell'esempio di prima, pagare il giorno dopo, quindi il 17 giugno vedrà l'importo dovuto passare da 100 euro a 100 euro e 20 centesimi più un ulteriore 0,5% di interessi legali come stabilito dal "Comma 637 della legge di Stabilità 2015". Quindi fino al 30 giugno si pagherà al massimo il 3% in più. Quindi 103 euro o poco più, considerando l'esempio di prima. Per il ravvedimento breve, nei 30 giorni di ritardo, la sanzione rimane fissa al 3% sempre aggiungendo gli interessi legali. Per pagamenti ancora più ritardati, quelli che rientrano nel ravvedimento medio e lungo, per il primo bisogna calcolare il 3,33% (entro 90 giorni) per il secondo si aggiungeranno il 3,75% (entro un anno dalla scadenza e quindi dal 16 giugno 2015). #Pubblica Amministrazione