Pagare le tasse, si sa, non è una cosa piacevole. Quando però le imposte sembrano uno scherzo se non una vera e propria beffa, il senso di fastidio cresce a dismisura. Attenzione a non infastidirvi troppo però, potreste rischiare di veder applicata una sanzione sul malumore in eccesso! Dopo la recente introduzione di quella che è stata già ribattezzata "la tassa sui morti", eccovi un elenco tutto da ridere di imposte che non hanno nulla di comico.

La tassa sui condizionatori, spuntata fuori proprio in estate

Dopo le battute comparse in rete alla scoperta del pianeta gemello Kepler 452B, per il quale gli utenti si chiedono se dovremo pagare una tassa sulla seconda casa, a far discutere, oltre la tassa in sé, è anche il periodo dell'anno in cui il balzello salta fuori.

Come non meravigliarsi della cosiddetta "tassa sui condizionatori" proposta in piena estate? L'unione europea tiene a precisare che non si tratta di una tassa ma di "garantire ispezioni periodiche ai condizionatori più potenti, cioè superiori a 12 kW ovvero capaci di raffreddare ambienti di almeno 160 metri quadrati". Solo normale amministrazione per motivi ecologici dunque, con buona pace di chi non riuscirà più a godersi un po' di fresco senza provare un...brivido!

La tassa sull'ombra ad 8,40 euro il metro quadro e quella sulle paludi

Cosa avrà pensato quel commerciante di Conegliano Veneto vedendosi arrivare una cartella di 33 euro per l'ombra che la tenda del proprio locale proiettava a terra? Ebbene si, perchè l'ombra che una tenda proietta vale come "occupazione del suolo pubblico" e costa ben 8,40 euro al metro quadro.

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E cosa dire della tassa sulle paludi? Nel 1904 venne istituita una tassa richiesta dai consorzi di bonifica delle paludi per rendere vivibili o coltivabili i terreni. Peccato che anche oggi, pure in assenza di paludi, si continui ad esigere questo balzello. Ci sarebbe da "sprofondare" nel ridicolo.

Esporre il tricolore può costare...caro, e si paga anche per le centrali nucleari che non esistono!

Già "Il Corriere della Sera" si era interessato della tassa sul tricolore raccontando la storia di un albergatore di Desio che si era visto costretto a pagare 270 euro per "pubblicità". Pare che il ricorso sia stato vinto dall'albergatore, ma non è ben chiaro se la tassa sia dovuta o ci si possa sottrarre. Intanto la Confesercenti indagò, nel 2011, pubblicando il rapporto "Balzelli d'Italia. Le cento trappole per imprese e famiglie". Pagare per qualcosa che si utilizza può essere anche giusto, ma ciò che i contribuenti proprio non digeriscono è pagare per qualcosa che nemmeno esiste.

Come la tassa sulle centrali nucleari. Sulle bollette elettriche infatti appare "lampante" come vi sia un contributo di un euro ogni 5.000 kwh per i comuni che ospitano una centrale nucleare da smantellare. Peccato che di centrali nucleari in Italia non vi sia nemmeno l'ombra. Che non lo si sappia però, altrimenti si dovrà pagare la tassa sull'ombra delle centrali nucleari!

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