La pratica posta in essere dall'Agenzia delle Entrate di emettere multe c.d. a tavolino, irrogate cioè alla luce di accertamenti sulla regolarità fiscale dei cittadini svolti mediante verifiche a distanza, quali ad esempio la richiesta d'informazioni per via telefonica, potrebbe nei prossimi giorni risultare oggetto di forti discussioni e, addirittura, di modifiche.

Ciò a seguito della recentissima pronuncia della Commissione tributaria regionale di Torino la quale, chiamata in causa per rispondere ad un ricorso su una sentenza emessa dalla Commissione provinciale di Alessandria, ha sancito l'illegittimità delle multe emesse dal Fisco basate su informazioni ottenute attraverso il procedimento citato sopra.

Le motivazioni della decisione

Secondo l'organo giudicante che ha emesso tale provvedimento, destinato con alta probabilità a divenire un importante precedente in materia tributaria, la pratica delle multe a tavolino viola lo Statuto del contribuente; ciò in quanto questa va a ledere non solo il principio di uguaglianza tra i contribuenti, ma anche il loro diritto di difesa.

I giudici hanno fatto notare, in particolare, che i soggetti contro i quali vengono irrogate multe basate sui controlli a distanza non sono tutelati, a differenza di quanto avviene in tutti i casi di controlli standard, dall'obbligo di ricezione del documento denominato processo verbale di constatazione (c.d. PVC), il quale espone nel dettaglio i controlli effettuati, i documenti depositati, le violazioni rilevate ed i relativi addebiti, garantendo in tal modo la possibilità per il contribuente di poter ottenere un contraddittorio con l'ente impositore.

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Tale mancanza, aggravata dalla totale discrezionalità sulla scelta di procedere o meno a porre in essere i controlli a distanza, comporta secondo l'organo giudicante l'inefficacia degli stessi, giacchè "i contribuenti sottoposti a tali verifiche subirebbero un diverso (e ingiustificato) trattamento".

Le conseguenze della sentenza

Quanto stabilito dalla Commissione tributaria regionale di Torino non comporta l'automatica abolizione delle multe a tavolino, visto che tutte le decisioni in merito possono essere prese solo dalla stessa agenzia delle entrate, la quale dovrà, con ogni probabilità, pronunciarsi su tale tema tempestivamente.

Ciò non toglie che la pronuncia rappresenta un fondamentale punto fermo nel dibattito del diritto alla difesa in capo al contribuente che, troppe volte, si trova in difficoltà nel far le proprie ragioni nei confronti dell'ente impositore.

Saranno probabilmente molti, inoltre, i ricorsi che partiranno per contestare le multe a tavolino ricevute; a tal proposito, risulta utile far notare come in situazioni come questa (presenza di una sentenza che apre scenari nuovi) è buona prassi attendere una circolare con la quale l'Agenzia delle Entrate espone la sua posizione in merito alla questione, in modo da poter avere più informazioni a disposizione per l'impugnazione della multa.