Il Comune di Cava de' Tirreni, città con più di 50mila abitanti in provincia di Salerno, ha deciso di "sfrattare" #Equitalia, ed è ora alla ricerca di un altro soggetto privato che possa sostituirla per la riscossione dei tributi, e contestualmente chiede ad Equitalia di risolvere alcune anomalie che sono emerse nella gestione del recupero crediti.

I Comuni possono scaricare Equitalia

I Comuni possono decidere di non avvalersi di Equitalia per la riscossione coatta dei tributi non pagati, e affidare ad altri enti la gestione dello stesso servizio. E' quanto ha reso possibile una normativa risalente al gennaio 2012 ed in seguito prorogata, una possibilità alla quale fino ad oggi hanno fatto ricorso un numero limitato di Comuni.

L'amministrazione ha preso le distanze da Equitalia

L'amministrazione comunale di Cava de' Tirreni ha deciso di prendere le distanze da Equitalia, in quanto numerosi cittadini ritengono ingiusti i provvedimenti dell'ente, e anziché pagare, preferiscono presentare ricorso alla magistratura, per cercare di limitare le eccessive sanzioni. E questo finisce per ripercuotersi negativamente sui conti del Comune, che ha incassato meno di quanto aveva preventivato.  A Cava de' Tirreni, secondo le stime ufficiali, ben 4 contribuenti su 10 sono indietro con il pagamento delle imposte e delle sanzioni.

Il passaggio di consegne

Il passaggio di consegne tra Equitalia ed il nuovo organismo che prenderà il suo posto nella gestione del recupero crediti, sarà effettuato entro alcune settimane, quando si concluderà un'indagine interna per quantificare le somme arretrate che devono ancora essere riscosse.

I migliori video del giorno

Equitalia dovrà inoltre smaltire le pratiche che ha già avviato prima dell'entrata in funzione del nuovo ente.

Equitalia nel mirino

Nella giornata di oggi, un comunicato stampa dell'associazione Deciba, specializzata nel controllo e nell'opposizione alle cartelle esattoriali, invoca l'istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta, per fare luce sulle cosiddette "cartelle pazze", che secondo l'associazione sono eccessivamente numerose. Su 10.200 cartelle esattoriali passate al setaccio dall'associazione durante i primi 100 giorni del lancio di Dicie, che riunisce professionisti di tutta Italia specializzati nel "fare le pulci" ad Equitalia, in 8.700 di queste l'associazione ha riscontrato irregolarità. L'alto numero delle opposizioni alla cartelle esattoriali, potrebbe essere dovuto alle anomalie denunciate dall'associazione.